La Pallacanestro Trieste è salva: la Serie A è al sicuro, ma ora comincia la vera sfida
La società è pronta a completare il percorso per l'iscrizione al campionato e allontana definitivamente il rischio di scomparsa. Dopo l'uscita di scena di Paul Matiasic e il passaggio delle quote a un fondo americano, toccherà a Michael Arcieri guidare la delicata fase di transizione, tra budget ridotto, contratti da rivedere e la costruzione di una squadra chiamata a conquistare la salvezza

La notizia che tutta la Trieste del basket aspettava è finalmente arrivata: la Serie A è salva. Nonostante il terremoto degli ultimi mesi e il cambio della guardia al vertice, la Pallacanestro Trieste è pronta a completare l'iscrizione al prossimo campionato.
Matiasic ha acquisito il titolo sportivo di Brescia e si trasferirà nella capitale con il club lombardo, ìl pericolo di veder scomparire Trieste dunque è scongiurato, e questa è la base fondamentale da cui ripartire.
Nel frattempo, Paul Matiasic si è dimesso dalla carica di presidente. Il club biancorosso rimarrà di proprietà del gruppo Cotogna, da cui Matiasic (azionista di maggioranza) è uscito.
L'avvocato californiano avrebbe venduto le sue quote a un fondo americano, che ora assieme ai vecchi soci detiene il 99% della società biancorossa. La società sportiva nelle prossime ore dovrebbe completare la richiesta di ammissione al prossimo campionato di A nonostante il problema del Palasport, dopo le polemiche con il Comune di Trieste.
Resta da capire quanto sia profondo il taglio con il passato. Il passaggio delle quote di maggioranza da Matiasic a un fondo americano solleva inevitabilmente un dubbio: si tratta di un addio definitivo o l'ex presidente manterrà un'influenza sulla nuova proprietà?
Assodato che la serie A è salva, restano sul tavolo alcune domande. Chi gestirà operativamente la società in questa fase di transizione? Chi costruirà la squadra e, soprattutto, con quali risorse finanziarie?
Con il passaggio di consegne, la transizione ha già un nome e un cognome di assoluta garanzia: Michael Arcieri. Il general manager italoamericano rappresenta l’anello di congiunzione perfetto tra passato e presente. Arcieri conosce alla perfezione l'ambiente, gode di una credibilità indiscussa e ha le competenze necessarie per prendere in mano il timone fin da subito, gettando le basi per il nuovo roster.
La vera sfida per Arcieri e per la nuova proprietà sarà di natura economica. Il budget per la prossima stagione subirà un'inevitabile contrazione rispetto alle ultime annate. La prima vera grana da affrontare sarà la gestione dei contratti pesanti già in essere. Accordi pluriennali e cifre importanti, a partire da quelle dello stesso Arcieri, per poi passare a elementi chiave come Ruzzier e Brown, che oggi pesano sulle casse societarie e che dovranno essere necessariamente ridiscussi o valutati con estrema attenzione.
La missione che si prospetta all'orizzonte è senza dubbio dura allestire una squadra capace di mantenere la categoria, farlo in tempi strettissimi e con un portafoglio decisamente più leggero. La Serie A è salva, ed è la notizia più bella, adesso, per Arcieri e per Trieste è tempo di guardare al futuro.
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