Porto Vecchio di Trieste, nel ricorso al Tar degli ambientalisti contestati 34 atti

Nel mirino di Wwf Italia e Legambiente c’è anzitutto il decreto della Regione sulla Via

Francesco Codagnone
L’area di Porto Vecchio vista dall’alto Foto Silvano
L’area di Porto Vecchio vista dall’alto Foto Silvano

Sul destino del Porto Vecchio la parola al Tar del Fvg. Wwf Italia e Legambiente nazionale sostenute dal Comitato Porto Chiaro hanno presentato ricorso contro Regione, Comune, Consorzio Ursus, Autorità di sistema portuale, ministero dell’Ambiente, chiedendo annullamento o revoca di 34 atti legati all’iter ambientale del projecting di Costim Real Estate e società collegate – anch’esse chiamate in giudizio – per la riconversione.

Nessuna verifica ambientale: il comitato valuta il ricorso sul progetto del Porto Vecchio di Trieste

A difendere il cartello ambientalista è lo studio di Bolzano Mazzei-Polonioli con l’avvocata Laura Polonioli, esperta in diritto amministrativo e in particolare nelle materie ambientali e di appalti pubblici, nota per aver rappresentato gli ambientalisti nella battaglia legale contro la cabinovia, cogliendo una prima clamorosa vittoria al Tar e bloccando l’iter dell’impianto a fune.

I contenuti del ricorso saranno resi noti venerdì in una conferenza stampa. Punto di partenza il decreto con cui in luglio la Direzione centrale Difesa dell’ambiente della Regione concludeva la procedura di “screening Via” sul progetto di riqualificazione con esito positivo. Passaggio essenziale per riavviare la Conferenza dei servizi (in stallo da mesi) e procedere verso la pubblicazione del bando di gara: consisteva nel verificare, preventivamente, se il project Costim potesse recare danni all’ambiente, rendendo in tal caso necessaria la più approfondita “Via” (Valutazione di impatto ambientale).

Ricorso al Tar sul Porto Vecchio di Trieste: gli ambientalisti lanciano la raccolta fondi
L'incontro in Porto Vecchio (Silvano)

Ipotesi che, nonostante le numerose osservazioni degli enti coinvolti e delle stesse associazioni ecologiste, la Regione aveva escluso, rimandando puntuali verifiche ambientali solo a fasi successive dell’iter. Il tutto, in virtù di un “frazionamento” del progetto tra parte privata e pubblica che le associazioni valutano “illegittimo”.

 

Argomenti:porto vecchio

Riproduzione riservata © Il Piccolo