Calcio, la nuova mappa della serie D: la Triestina ritrova il Sandonà

Nel gruppo del nord-est l’Unione incontrerà avversari lasciati 9 anni fa. Con i veneti uno spareggio perso a Mantova per la promozione in serie C1. L’unica incognita è sulle veronesi da sistemare nell’area della Lombardia

Guido Roberti
L’alabardato Davis
L’alabardato Davis

Raramente come nella stagione che va concludendosi l’area del Triveneto, il nord-est, ha evidenziato un numero così considerevole di movimenti, tra promozioni, retrocessioni e verdetti, delle sue rappresentanti calcistiche. Dalla serie A all’Eccellenza, cambierà parecchio la geografia, tra derby che torneranno, derby che non torneranno per parecchi anni, prime assolute.

La Triestina dovrà riprendere confidenza con avversarie dimenticate per 9 anni, all'avvento della gestione Biasin-Milanese e quindi stagione 2016/2017. Stavolta, e per l'ennesima volta, alla centenaria Unione l'onere di essere considerata la nobile decaduta nel futuro girone C di quarta serie.

Nel dettaglio, a cominciare dal vertice, in serie A nemmeno fa più notizia l’Udinese, dovrebbe invece farla, considerata la presenza fissa da 31 anni, dato clamoroso e senza eguali tra le società di provincia del calcio moderno. Per i tifosi alabardati un vero derby regionale è ancora pura chimera, nonostante uno stadio attrattivo esteticamente quanto, e probabilmente più, di quello friulano. Il 2026 registra lo switch tra squadre venete nella massima serie.

L’Hellas Verona non è riuscito ad evitare la retrocessione questa volta nonostante un finale dignitoso, mentre dalla serie B, con un cammino lineare, è andata a buon fine la marcia trionfale con conseguente promozione del Venezia trascinato dai gol dell'ex Triestina Andrea Adorante. La costruzione del nuovo stadio, un gioiellino, darà agli arancio nero-verdi l'input a sognare un futuro più ambizioso.

Il Sudtirol, più volte sfidato dall’Unione nell'ultimo decennio, dopo lo 0-0 dell'andata playout al San Nicola, per mantenere la B potrà accontentarsi di un pari a Bolzano contro il Bari pere tenere salda la categoria mentre ha festeggiato in anticipo la salvezza il neopromosso Padova.

Movimenti intensi anche dalla serie C e la Triestina lo sa bene. Il Vicenza, dominatore assoluto del girone A di serie C è già proiettato ad una serie B da protagonista, con un piano di affiancamento dell’imprenditoria locale a supporto del patron Rosso.

La stessa cadetteria sta oggettivamente stretta al Lane Rossi. Trento e Cittadella hanno disputato i playoff senza particolari squilli ma sono entrambe società gestite con grande oculatezza ed ottimo senso della programmazione. La società di Giacca aggiunge un tassello anno dopo anno, il Cittadella è da sempre esempio di sostenibilità economica virtuosa.

Salvezza raggiunta anche quest'anno dall’Arzignano ma anche dalla neopromossa Dolomiti Bellunesi. La Virtus Verona, retrocessa sul campo come la Triestina, vanta altissime possibilità di ripescaggio visto i diversi posti vacanti (Rimini escluso, Ternana in liquidazione giudiziale, potenzialmente il Vado neopromosso senza risorse sufficienti). Dalla D, finalmente il ritorno nel professionismo del Treviso, guidato da Gorini. Nel girone C un vero peccato la retrocessione beffarda del San Luigi.

Non ci sarà il derby con la Triestina. Salvo l’Obermais il che significherà una trasferta a Merano per gli alabardati. Dall’Eccellenza veneta sono tornate in D lo Schio ed il Sandonà, per un derby che ritornerà dopo 25 anni e capace di evocare ricordi dolci e amari all'Unione, come lo spareggio perso a Mantova per salire in C-1. Schio e Sandonà saranno avversarie esattamente come il LME, la formazione di Mortegliano che ha sbaragliato l'UFM in campionato e il Pordenone nello spareggio. Non esclusi i ramarri in D qualora vincessero i playoff.

Dal Trentino Alto Adige promossa la Virtus Bolzano. Ha vinto i playoff del girone B di serie D il Chievo ma difficilmente ci sarà spazio in C per i clivensi.

 

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