La ripartenza della Triestina: sofferenza, tifosi e vittoria in Coppa

Il match di Mortegliano segna l’inizio di un ritorno alla normalità per tutto l’ambiente. Squadra vogliosa ma indietro nell’amalgama e la valutazione sull’apporto degli under condiziona le scelte tattiche

Ciro Esposito

Nella calura estiva di un pomeriggio agostano della pianura friulana non si è giocata soltanto una gara preliminare di Coppa Italia di serie D. Lo è stato per i padroni di casa, ma per l’ambiente Triestina questo appuntamento ha segnato una tappa per nulla scontata fino a pochi mesi fa.

Una squadra in campo libera da fardelli messi dalla società, i dirigenti in tribuna, i tifosi a bordo campo sono stati l’immagine di un nuovo inizio. È una nuova storia pagata salata con la quarta serie, con un budget limitato perché il new deal si è impegnato a saldare nel tempo i debiti ereditati anzichè darsi alla fuga o a galleggiare sul guano (questo significa chiedere e ottenere la Cnc).

La Triestina passa il turno col minimo scarto: 1-0 al Lme e testa al Brian Lignano
L'esultanza dei giocatori davanti al tifo triestino. Foto dagli account social Ust

Anche per questo la vittoria ottenuta, seppur sofferta e striminzita, ha un grande valore. Perché, nonostante tutti debbano essere consapevoli che la ricostruzione appena cominciata sarà lunga, i risultati positivi sono un collante del quale nessuna azienda calcistica può fare a meno.

I biglietti staccati alla fine per i tifosi alabardati sono stati 100 ma valgono dieci volte tanto se si pensa agli ostacoli imposti dai motivi di ordine pubblico sulla trasferta e al fatto che in un pomeriggio estivo chi ha voluto esserci si è dovuto sciroppare due ore e passa di sole cocente, in piedi e con una rete davanti. È un seme come quello gettato dalla squadra.

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Lo stesso tecnico Fontana sa che la sua strada è lunga e impervia. Da una parte ci vorrà tanto lavoro e dedizione, dall’altra tanta pazienza perché si è ricominciato da zero, anzi da sotto zero. A meno di miracoli per vedere un collettivo omogeneo non bastano 35 allenamenti e due partite e mezza. C’è da dire tuttavia che in campo è stata evidente la voglia di ogni singolo nel cercare di aggredire l’avversario e di non farsi innervosire quando sono arrivati falli anche pesanti da un avversario non cattivo ma con quella carica agonistica tipica di queste categorie.

Da Sorrentino a Beltrame, da Vranic a Ferretti e Di Livio tutti sono stati pronti a rincorrere gli avversari. Per Fontana è già un buon risultato. Sul piano tecnico poi si è capito come con centrali difensivi capaci di inserirsi nel gioco aereo e piedi buoni come quelli di Di Livio, Beltrame e Bomgelli le palle inattive possono essere un asso nella manica.

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Il tecnico sta valutando bene le capacità di stare in campo dei terzini under (il solo Giusti sembra tatticamente già abbastanza formato) per poi scatenare con il centrocampo a tre le capacità tecniche di Ferretti e soprattutto di Vranic entrambi finora votati al sacrificio. L’idea, a valutare le mosse di mercato, è questa ma ci vuole del tempo e del coraggio per metterla a terra. Nonostante tutto con il Lme, neopromossa che punta a tenere la categoria, la differenza in campo si è vista, Servono altri banchi di prova e altre sperimentazioni. Ma le indicazioni per una Triestina competitiva e seria, in campo come fuori stavolta sembrano esserci davvero

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