Triestina, attacco spuntato e area sguarnita: i numeri e i nodi tattici delle prime giornate
La Triestina finora non ha concretizzato la mole di occasioni costruite durante le partite e ha sempre subito almeno una rete. L’utilizzo assieme di Vranic e Vianni potrebbe essere una soluzione

Prendere gol in ogni partita, come capitato alla Triestina nelle prime quattro gare, non aiuta certo a vincere: 5 reti in 4 match non sono comunque numeri particolarmente negativi per una squadra che si è trovata subito in emergenza difensiva ed è votata a un gioco propositivo con una costruzione dal basso che fisiologicamente porta ad alcuni errori. Il problema è che di fronte a questo presupposto, la Triestina dovrebbe segnare di più.
Inoltre due dei quattro gol segnati sono arrivati su palla inattiva (Munaretto su corner all’esordio e Borello su punizione ad Abano Terme), mentre le uniche reti su azione sono state entrambe firmate da Beltrame.
Già il fatto che nessuna punta sia finora andata a segno lascia delle perplessità, ma la sensazione è che si faccia ancora troppo poco e con scarsa continuità in fase offensiva, questo perché l’area avversaria resta troppo sguarnita.
Quest’estate la costruzione della squadra da parte del ds Delli Carri sembrava portare a un 4-3-1-2 quasi scritto, pertanto è stata un po’ una sorpresa che Fontana abbia puntato fin dalla preparazione sul 4-2-3-1, ma sia questo modulo visto nelle prime giornate che il 4-3-3 delle ultime due gare ha il difetto di far restare un solo attaccante a battagliare con la difesa avversaria. Sono moduli validi ma che necessitano di esterni e centrocampisti dalla forte attitudine all’inserimento e al gol. Non può invece essere un caso che la Triestina sia stata più pericolosa proprio quando, per rimontare e o cercare nel finale il gol della vittoria, si sono messe in campo più punte.
Fontana è intanto passato al centrocampo a tre nel quale si è visto proprio domenica che la fisicità di Ba è necessaria, come può essere utile l’apporto di Di Gilio. Ma c’è la sensazione che anche a tre giocare con il doppio play (Di Livio e Bongelli) sia un lusso che in D non ci si può permettere, quantomeno per una partita intera.
Quanto all’abilità negli inserimenti, fra l’altro, il più adatto al ruolo sembra Ferretti, che proprio da mezzala ha segnato 12 reti lo scorso anno e anche contro il Bassano è stato pericoloso nel finale.
Davanti, per riempire maggiormente l’area, si potrebbe finalmente provare il trequartista dietro alle due punte: in questo modo uno fra Borello e Beltrame andrebbe sacrificato, ma ci potrebbe essere una staffetta fra i due per manteneri alti ritmo e lucidità e poi potrebbero giocare entrambi in scampoli di partita. In questo modo si potrebbe recuperare Vranic nel suo vero ruolo di seconda punta (accanto a Vianni o a Sorrentino), nel quale lo scorso anno in questo girone ha segnato 14 gol con il Calvi Noale, mentre finora da esterno il serbo è apparso un pesce fuor d’acqua.
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