Triestina, mister Fontana difende il gruppo: «Troppa voglia di fare bene»
La squadra, ancora senza successi, contro il Bassano si è mostrata confusa e ha perso lucidità. L’analisi di Fontana: «I ragazzi percepiscono che non c'è la dovuta fluidità e subentra quindi la frenesia di raggiungere l’obiettivo»

Tre punti in quattro partite, solo qualche sprazzo delle reali potenzialità dimostrato soprattutto in condizioni di urgenza, per il resto un gioco che sembra ristagnare con la sensazione che si è ancora alla ricerca della quadra.
Questa la Triestina dei primi venti giorni di campionato: anche il pareggio con il Bassano ha fatto vedere una squadra macchinosa, apprezzabile nell’assalto finale ma ancora alla ricerca di sé stessa, anche se il passaggio al centrocampo a tre ha portato più compattezza ed equilibrio, fondamentali vista l’emergenza in difesa.
C’è però soprattutto una sensazione diffusa notata in queste prime partite: è come se la testa dei giocatori fosse troppo piena di schematismi da seguire, e questo li porti a sembrare impauriti di sbagliare, a tratti confusi sul compito da eseguire.
È un’impressione che conferma anche il tecnico dell’Unione Fontana, anche se prova a dargli una diversa chiave di lettura: «L’osservazione è condivisibile - afferma il mister - diciamo che la voglia e il desiderio di far bene si trasformano in confusione, questo sì, ma non perché i giocatori siano di per sé confusi, ma perché sono animati da grande entusiasmo e dalla voglia di riuscire a dare gioie alla gente di Trieste, e forse questo sta pesando. Perché questa benedetta vittoria tarda ad arrivare, i ragazzi percepiscono che non c'è la dovuta fluidità e subentra quindi la frenesia. Ma dobbiamo abituarci a convivere con queste emozioni se vogliamo fare un campionato di un certo tipo. La voglia di fare bene uscendo anche dal canovaccio tattico rischia infatti di portare confusione e contro il Bassano è successo per lunghi tratti».
Questo aspetto, secondo Fontana, è stato accentuato dalle gare ravvicinate: «A questo aggiungo la stanchezza della terza gara in una settimana. È un fattore che vale anche per gli avversari, ma a differenza loro le condizioni in cui noi siamo arrivati a questi impegni ravvicinati erano più precarie. Direi che la mancanza di fluidità in questo momento dipende più dalla convinzione dei giocatori di riuscire ad avere le capacità per farlo che dagli assetti degli avversari sempre accorti, o magari anche da una condizione fisica da migliorare».
Fatto sta che la classifica piange e inizia a diventare preoccupante: «Non voglio nascondere i problemi di risultati che sono evidenti - ammette Fontana - ma sono orgoglioso dei ragazzi che stanno lavorando con partecipazione, voglia e intensità. In partita ci sono situazioni che con un po' di vissuto in più magari riusciremmo a gestire meglio, trovando la forza di essere mentalmente padroni della partita, ancor più in uno stadio meraviglioso come questo che carica ogni avversario».
Riproduzione riservata © Il Piccolo










