Triestina, la fiducia di Ibrahima Ba: «Siamo tutti in crescita»
Il centrocampista senegalese, dopo uno scarso utilizzo, si è preso i suoi spazi: «Ho sempre pensato a lavorare, con serenità. Stiamo migliorando a livello di testa e di cattiveria. Possiamo guadagnare ancora diverse posizioni»

Senegalese, 28 anni, Ibrahima Ba ha una grande esperienza in D vantando nove stagioni consecutive e oltre 200 presenze nella categoria, oltre a due campionati vinti con Vibonese e Lecco. Per questo ha sorpreso uno scarso utilizzo del centrocampista alabardato nelle prime gare di campionato.
Adesso però nelle ultime partite ha trovato continuità confermandosi pedina fondamentale per il centrocampo della Triestina e portando fisicità e agonismo.
Ba, come ha vissuto la parte iniziale di campionato nella quale, rispetto alle attese, è stato poco impiegato?
«Ma si sa che il calcio è cosi, è normale, all’inizio il mister fa giustamente le sue scelte e un giocatore deve allenarsi pensando solo al bene della squadra e non a se stesso. Ma io sono sempre rimasto molto sereno, continuando a lavorare».
Nelle ultime gare è diventato un perno del centrocampo: è la conferma che in D serve tanta fisicità e agonismo per vincere le partite?
«Sì, queste sono componenti importanti per far bene, ma grinta, agonismo e voglia di combattere non sono necessari solo in D, ma in tutte le categorie fino alla Champions. Serve metterci la giusta cattiveria in qualsiasi serie si giochi».
Ma si trova meglio a giocare a due o a tre a centrocampo?
«In questi anni ho giocato sia da mezzala che davanti la difesa, anche se diciamo che ho occupato maggiormente la posizione di play. Comunque per me non ci sono problemi, riesco ad adattarmi a qualsiasi posizione e a qualunque tipo di modulo».
Come si spiega le difficoltà iniziali della squadra e un avvio molto al di sotto delle aspettative?
«Secondo me certe sconfitte sono arrivate solamente per colpe nostra. A volte siamo stati un po’ troppo passivi, in altre un po’ troppo leggeri, diciamo che serviva un atteggiamento diverso come testa ma anche, come ho detto prima, maggior cattiveria. E anche più attenzione ai dettagli. Ora comunque ci stiamo mettendo di più in tutte queste cose».
Cosa vi siete detti in gruppo nei momenti più difficili?
«Di cercare di restare positivi, di aumentare l’intensità nel lavoro, di dare ancora di più del cento per cento e fare di tutto per uscire dal momento difficile e guadagnare altre posizioni di classifica».
A proposito di classifica, adesso che si vedono dei miglioramenti c’è ancora tempo per risalire e fare un campionato almeno da prime posizioni?
«Certo, siamo appena alla decima giornata. C’è tutto il tempo per risalire e a mio parere ce la faremo a guadagnare diverse posizioni e vedere un altro tipo di classifica».
Domenica al Rocco arriva lo Schio che è penultimo: è l’occasione per dare continuità alle vittorie?
«Di sicuro è una bella occasione e noi vogliamo vincere, solo che bisogna mettersi bene in testa che non ci sono squadre facili da affrontare e non va guardata la classifica. Bisogna affrontare lo Schio come faremmo contro la prima della classe o qualsiasi altra: tutte le partite sono difficili e non esistono squadre facili da battere».
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