Triestina in serie D, parla l’ex Luca Tabbiani: «Merita molto di più»
Il tecnico del Trento dispiaciuto per la retrocessione dell’Unione: «È stata una resa con onore»

Luca Tabbiani ha vestito la maglia alabardata per due stagioni e mezza in serie B, dal gennaio 2008 all’estate del 2010.
Con la Triestina ha vissuto grandi gioie, come l’anno in cui sfiorò i play-off promozione con Rolando Maran in panchina, ma anche cocenti delusioni, come la retrocessione in serie C nell’anno di Gotti, Somma e Arrigoni chiuso con lo sciagurato play-out contro il Padova. Anche se poi quell’estate l’Unione fu ripescata fra i Cadetti.
Emozioni, certo, ma anche sudore e fatica sul campo, perché Tabbiani in quegli anni fu uno dei giocatori più apprezzati proprio per la sua grande generosità.
E adesso che è sulla panchina del Trento terzo in classifica che venerdì sera si appresta ad ospitare proprio la Triestina, Tabbiani non può restare indifferente quando sente parlare di Trieste e dell’Unione: «A me dispiace tanto per la retrocessione della Triestina – afferma il tecnico dei gialloblù – a Trieste ho passato anni bellissimi e ci è nata anche mia figlia. Ricordo che l’anno con Maran solo all’ultima partita perdemmo il treno dei play-off per la promozione in serie A. L’anno dopo invece ne successero di tutti i colori e le cose andarono male».
Erano comunque decisamente altri tempi, Tabbiani ricorda infatti uno stadio Rocco molto diverso dai tristi panorami recenti: «Mi ricordo che anche in quei momenti difficili i tifosi ci dimostrarono un grande attaccamento, lo stadio era sempre pieno con 9-10 mila persone, ora invece per ovvi motivi è rimasto solo lo zoccolo duro».
Di fronte all’attuale situazione alabardata, Tabbiani si augura che per l’Unione le cose cambino presto: «Ai tifosi dico di avere la forza di accettare la retrocessione, d’altronde lo staff e i giocatori hanno reso onore alla maglia lottando fino alla fine. La società ovviamente non la conosco, ma mi auguro che la Triestina possa tornare presto nelle categorie che le competono e che certamente non sono quelle dei dilettanti».
Proprio il fatto che l’attuale Triestina sul campo non abbia mollato e anzi stia facendo sudare tutti, porta inevitabilmente alla gara in programma venerdì, che secondo Tabbiani è assolutamente da prendere per le molle per la sua squadra: «Questa partita non la dobbiamo sottovalutare, anche nell’ultima trasferta la Triestina ha pareggiato a Brescia e poi meritava un risultato migliore anche con la Pro Vercelli. Più volte durante la stagione abbiamo fatto i complimenti a chi lavora nella Triestina, allo staff e ai giocatori perché hanno sempre mantenuto una grande voglia di ottenere risultati positivi nonostante tutte le vicissitudini. Ora è arrivata la retrocessione matematica – puntualizza il tecnico – ma lo sapevano già da prima, eppure nonostante questo hanno continuato a fare il loro mestiere e a cercare di mettersi in mostra per dimostrare quanto valgono. Ci aspettiamo dunque una Triestina viva, che ha dimostrato di avere tante energie e che fra l’altro può giocare senza l’assillo del risultato».
Che partita sarà venerdì? «A Ospitaletto abbiamo sbagliato qualcosa rispetto alle precedenti partite – conclude Tabbiani – ma ora dobbiamo tornare subito in riga cercando la prestazione e tenendo la barra dritta sulla nostra identità: poi le partite si possono anche perdere, ma se si fa così è più facile vincerle».
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