Triestina-Vicenza: il naufragio finale di un calvario durato 37 tappe
L’Unione cade pesantemente in casa per 6-1 contro una squadra già promossa in Serie B. Un epilogo amaro che sancisce la fine di una stagione di sofferenza e il ritorno degli alabardati in Serie D

La resistenza è finita e anche il naufragio per 6-1 contro il Vicenza, strapromosso in B, è un liberazione. L’ultima tappa di sofferenza di un calvario non cancella la Resistenza con la R maiuscola della Triestina consumata in 37 tappe in salita.
Da una parte 1.600 vicentini anche spocchiosi (ma attenzione che la ruota nel marasma calcistico gira), dall’altra qualche centinaio di meritevoli supporter alabardati la dicono lunga sull’atmosfera crepuscolare vissuta al Rocco.
Stavolta l’Unione non è sembrata sul pezzo sin dalle prime battute, poi è rimasta in dieci. Il resto lo ha fatto la forza e la serenità di un Vicenza pur reduce da giornate di festeggiamenti. La sconfitta è pesantissima ma almeno il supplizio di questa stagione è finito.
Gli schieramenti
Marino nonostante le assenze riesce a mettere in campo una squadra senza pedine fuori ruolo. L’unica eccezione è l’utilizzo di Anzolin a centrocampo, impegno tuttavia già ricoperto in passato dal difensore. Per la fase offensiva il tecnico sceglie le due mezze punte Begheldo e D’Urso (rientrato dall’infortunio) alle spalle di Faggioli. Gallo mescola le carte ma il suo 3-5-2 ed è di grande spessore con Capello e Morra come terminali offensivi.
Vantaggio veloce
Il Vicenza pur festaiolo fa subito sul serio e Vitale al 5’ scheggia il palo alla destra di Matosevic. E al 16’ gli ospiti passano in vantaggio: cross teso da sinistra di Vitale e deviazione volante imparabile di Morra. SI capisce subito che l’andazzo non è certo quello dei giorni migliori degli alabardati.
Unione in dieci
Matosevic compie una sciocchezza in disimpegno e regale il pallone a Capello, Silvestri non può far altro che fermarlo da ultimo uomo. L’arbitro estrae prima il giallo, corretto poi in rosso dopo l’intervento del controllo video. Triestina in dieci come se non bastasse la superiorità dei vicentini. E puntuale arriva il raddoppio. Palla dentro di Capello e intervento a centro area di Costa imitato in senirovesiata pochi minuti dopo da Morra. L’Unione risponde soltanto con una timida iniziativa di Faggioli. Marino corre ai ripari sostituendo Begheldo con Silvestro.
Gol a grappoli e il finale
Pronti via e il Vicenza firma il poker: Rada avanza indisturbato e il suo diagonale da 20 metri è imprendibile per Matosevic. L’Unione sparisce dal campo e dopo 2’ viene colpita ancora da Morra. Ormai è un tiro al bersaglio e con facilità Rada fissa il punteggio su un numero tennistico.
Il Vicenza senza pietà continua a spingere quanto basta per far ballare una Triestina che non vede l’ora che arrivi il triplice fischio. Marino getta nella mischia Gningue e Mullin.
Nel finale la formazione allenata da Gallo rallenta un po’ il ritmo e l’Unione accorcia con Voca. I ragazzi della Furlan continuano a incitare gli alabardati. Non per questo match ma per quelli passati. Questi giocatori e lo staff, nonostante la debacle finale e la D, meritano un applauso. Tutto il resto è silenzio.
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