Vertainen e Faggioli, coppia gol in ritardo della Triestina calcio

I due segnano quando giocano assieme: con una punta vera di scorta il destino dell’Unione sarebbe cambiato

Antonello Rodio
Il finlandese Eetu Vertainen è il cannoniere della Triestina con 8 reti Mariani/Lasorte
Il finlandese Eetu Vertainen è il cannoniere della Triestina con 8 reti Mariani/Lasorte

Dalla trasferta di venerdì a Trento la Triestina non è ritornata solo delusa per la vittoria sfumata in extremis e orgogliosa per un’altra grande prestazione, ma anche con un rammarico più generale: al Brianteo infatti, con le reti di Faggioli e Vertainen, è andata in azione la più classica delle coppie gol, cosa che purtroppo è accaduto per troppe poche volte nel resto della stagione. I due attaccanti sono andati entrambi in rete e non è nemmeno la prima volta che l’hanno fatto, era successo anche contro la Pro Patria all’andata e contro il Cittadella al ritorno.

Da questo dato si evince l’altro che è molto più rilevante: le uniche reti in campionato realizzate da Faggioli, fra l’altro tutte di testa, sono arrivate sempre con Vertainen in campo. Segno che se il finlandese da parte sua continua a tenere una media gol da primato (una rete ogni 146 minuti), l’ex Cerignola ha beneficiato enormemente della sua presenza in campo.

Insomma l’Unione poteva davvero sognare un altro campionato e magari l’aggancio ai play-out sarebbe stato meno velleitario, se per per lunghi tratti della stagione non ci fosse stato un deserto in fase offensiva. La realtà dice che con due punte competitive in campo, la Triestina ha segnato, ha giocato belle partite, è riuscita anche a tenere maggiormente palla in avanti nei momenti di difficoltà.

I motivi per cui tutto questo non è successo con la giusta continuità sono svariati. Il primo è perché Vertainen purtroppo è stato a lungo out: tra infortuni muscolari, rientri affrettati e ricadute, il bomber finlandese ha saltato ben 15 partite e in alcune altre ha giocato poco partendo dalla panchina per usare un po’ di precauzione nei ritorni in campo. Con la media che ha tenuto finora, Vertainen avrebbe segnato altri 7 gol se fosse stato sempre disponibile e chissà quanti punti in più avrebbe avuto la Triestina. Senza contare che, come visto, anche Faggioli avrebbe beneficiato di una presenza più continua del compagno di reparto.

E qui arriva la colpa della società, che non ha creduto o non ha voluto credere fino in fondo a una possibile salvezza. Se già era grave non aver costruito la rosa con un altro attaccante di categoria, ancora più grave è non aver provveduto all’arrivo di un’altra punta quando è stato evidente che le assenze di Vertainen sarebbero state numerose.

Infortuni e scelte societarie hanno quindi pesato sul fatto di non poter mettere in campo una coppia di attaccanti competitivi con maggior continuità. Tesser, che delle due punte ha fatto quasi un totem del suo sistema di gioco, senza Vertainen e a volte anche senza Faggioli che anch’esso ha avuto i suoi acciacchi, ha dovuto talvolta schierare in attacco Kljajic e Vicario, altre volte il giovane croato e Gunduz, con risultati ovviamente non entusiasmanti.

Marino, che all’inizio aveva puntato su Kjajic e Fagioli, dopo il suo ritorno ha giocato spesso con una punta e due trequartisti, a volte per mancanza di alternative, altre per provare qualcosa di diverso. Ma tutto nasce dalla mancanza di profondità della rosa e dalla conseguente impossibilità di far fronte agli infortuni. E visto cosa hanno saputo fare Vertainen e Faggioli quando hanno potuto giocare assieme, aumentano ulteriormente i rimpianti per quello che poteva essere e invece non è stato.

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