La novità di Marino per la Triestina Calcio: «Ci siamo difesi per poi ripartire»
Il tecnico dopo il pareggio: «Il Trento è forte, i ragazzi non mollano, nel finale pagata la poca esperienza»

Di rado in stagione si è vista la squadra avversaria fare la partita. Potrebbe sembrare un paradosso per chi non conosce la genesi e lo sviluppo del campionato della Triestina, non per la sua tifoseria, men che meno per i protagonisti in campo.
Una scelta mirata, stavolta, contro una squadra forte, il Trento. Una scelta che ha regalato agli spettatori una gradevole partita di calcio venerdì sera. Il 2-2 a Trento ha sentenziato, una volta di più, la grande dignità sportiva del gruppo di Marino.
Nel merito della partita, secondo il tecnico partenopeo, la squadra ha tradotto in campo il piano gara. «Il Trento è la squadra che più ci ha messo in difficoltà, loro hanno tanta qualità ed i loro cambi nel secondo tempo hanno fatto la differenza. Noi abbiamo dovuto aggiungere ragazzini che ci mettono tanta buona volontà, stanno facendo esperienza ma peccano nei momenti chiave proprio di esperienza, sul forcing finale abbiamo pagato questo aspetto. Ritengo sia l’unica partita in cui abbiamo cercato di contenere e ripartire. Avevamo pensato fosse la strategia giusta ed infatti al 78’ eravamo sul 2-0, l’idea aveva pagato».
Viene facile dire adesso che la squadra può giocare a mente libera, la verità è che lo ha sempre fatto. «I ragazzi hanno tranquillità perché c’è qualità, sono abituati a giocare la palla e questo ha fatto la differenza. Il rammarico è tanto, era una prestazione inaspettata perché tutti pensano che dopo le vicissitudini potesse arrivare una squadra morta, invece fare una partita così, di sacrificio e sofferenza, è una dimostrazione con i fatti che noi lotteremo fino all’ultimo minuto dell’ultima partita».
Giocare con due attaccanti, ancor di più in una partita contenitiva, ha dato i suoi frutti. Vertainen ma soprattutto Faggioli hanno messo in difficoltà gli uomini di Tabbiani. «Il Trento ha sofferto Faggioli, ma anche Vertainen o Vicario, hanno indubbiamente sofferto le nostre ripartenze perché loro giocano, e giocano bene, quindi inevitabilmente lasciano spazi, noi abbiamo preparato la partita per approfittare di queste situazioni. Una strategia diversa che ha pagato fino ad un certo punto».
«Usciamo da Trento con un pareggio, credo che prima della partita tutti quanti avrebbero messo una firma per questo risultato quindi va bene così, pur con rammarico. Se esci con rammarico significa che hai dato tutto, hai fatto bene con la consapevolezza che si sarebbe potuto fare anche qualcosina in più». Una chiosa sui giovani, il debutto di Gningue, il sacrificio di Okolo, ragazzi che in Primavera hanno per mesi trainato la squadra di Strukelj e Benecchi ad ottimi risultati.
«Si stanno allenando bene, i giovani vanno inseriti nei contesi dove possono fare bene, non vanno buttati e bruciati. A Trento c’era bisogno di alcune caratteristiche, Okolo doveva provare a tenere su la squadra come faceva Vertainen, e con Omar ci serviva un incontrista che avesse più velocità e spezzasse il gioco per ripartire, queste le due scelte relative ai giovani. La loro crescita è quotidiana, bisogna continuare così e dar loro la possibilità di mettersi in mostra». Anche perché la scelta sui giovani, in un futuro possibile in serie D, ricadrà ancora più su di loro.
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