A Wimbledon fuori tutti gli italiani Eliminata anche Serena Williams

LONDRA. Nel giorno della caduta della n.1 al mondo, Serena Williams, scompare anche la pattuglia italiana, gli ottavi dei Championships sono fatali per i quattro azzurri rimasti in tabellone. Quattro...
epa03769730 Serena Williams of USA takes on Sabine Lisicki of Germany during their fourth round match for the Wimbledon Championships at the All England Lawn Tennis Club, in London, Britain, 01 July 2013. EPA/ANDY RAIN
epa03769730 Serena Williams of USA takes on Sabine Lisicki of Germany during their fourth round match for the Wimbledon Championships at the All England Lawn Tennis Club, in London, Britain, 01 July 2013. EPA/ANDY RAIN

LONDRA. Nel giorno della caduta della n.1 al mondo, Serena Williams, scompare anche la pattuglia italiana, gli ottavi dei Championships sono fatali per i quattro azzurri rimasti in tabellone. Quattro sconfitte su quattro, un parziale di 11 set a zero. Dopo aver stabilito il record di presenze nella seconda settimana di Wimbledon, Andreas Seppi, Flavia Pennetta, Roberta Vinci e Karin Knapp escono di scena in maniera anonima. Arrendendosi ad avversari di miglior classifica o dalle qualità erbivore più spiccate. Come Seppi, che dopo due ore e 22’ si arrende a Juan Martin Del Potro, testa di serie n.8 (6-4 7-6 6-3). Nel match precedente, contro lo sloveno Grega Zemlja, l’argentino si era infortunato al ginocchio sinistro e fino all’ultimo la sua presenza sul campo n.1 era stata in dubbio. Una condizione fisica approssimativa confermata nelle prime fasi del match. Ma Del Potro ha saputo supplire con un servizio formidabile che ha concesso due sole palle-break in tutto il match. «Non mi è parso che fosse infortunato - le parole dell’azzurro -. È stato un match deciso da pochi punti, il suo servizio ha fatto la differenza. L’unico rammarico è che mi sentivo in fiducia, se solo mi avesse dato qualche occasione in più avrei potuto fare meglio». Resta la soddisfazione per essere diventato il quinto italiano di sempre a raggiungere gli ottavi di finale sui prati di Church Road, il primo dopo 13 anni di attesa. Un bilancio sicuramente positivo, così come quello della sua corregionale Knapp, battuta dalla francese Marion Bartoli, favorita n.15 e già finalista qui nel 2007 (6-2 6-3). La Knapp ha accusato la pressione del primo ottavo di finale in uno Slam, ma soprattutto ha trovato un’avversaria che ieri le è stata decisamente superiore.

Flavia Pennetta cade contro la belga Kirsten Flipkens, n.20 del seeding. «Dispiace sempre perdere - ammette l’azzurra -, ho il rimpianto di non aver approfittato del suo nervosismo iniziale. Ma lei ha giocato meglio i punti importanti, è stata più determinata». Ampiamente positivo il suo Wimbledon, una partecipazione da «7,5» (voto autocertificato). Non si dà un voto, ma accetta con sportività l’eliminazione Roberta Vinci. Perchè la cinese Na Li, testa di serie n.6, si è dimostrata «ingiocabile» sul campo n.3 dell’All England Club, concedendole solo due game.

Se Andy Murray rispetta il pronostico e liquida il russo Youzhny in tre set (6-4 7-6 6-1) e Djokovic batte Hass è clamorosa l’uscita di scena di Serena Williams che si arrende alla tedesca Lisicki (6-2 1-6 6-4).

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