Acegas a Veroli con voglia di successo

Basket Legadue, vincendo sarebbe quasi certa di evitare l’ultima posizione
Paolo Giovannini, Trieste, 03/03/2013, Acegas Aps Trieste - Upea Capo d'Orlando.
Paolo Giovannini, Trieste, 03/03/2013, Acegas Aps Trieste - Upea Capo d'Orlando.

TRIESTE. L’Acegas non è ancora matematicamente fuori dai playoff, anche se nella realtà il discorso è chiuso; e domani a Frosinone contro Veroli potrebbe ottenere un’altra quasi matematica certezza: in caso di vittoria sarebbe pressochè sicura di non finire ultima nel campionato.

«E cosa c’è da esaltarsi?», direte voi. Vero, non è un traguardo da festeggiare. Però quando andarono via gli americani c’era la generale rassegnazione che giocando con quella squadra monca nessuno poteva evitare la caduta sul fondo. E invece oggi, a 5 turni dalla fine, l’Acegas resiste sopra 3 squadre: le due ciociare (Ferentino e Veroli, appunto), che nonostante investimenti e roster ben più corposi di quelli dell’Acegas, sono sempre state dietro; e Imola, che aveva anticipato Trieste nella scelta di ridimensionamento drastico una volta che Napoli era stata estromessa e non c’erano più problemi di retrocessione.

Vincendo domani, quindi, l’Acegas andrebbe a +4 su Veroli, che di fatto diventerebbero +6 per via del 2-0 negli scontri diretti. Con 3 partite ancora a disposizione (turno di riposo da osservare), contro Ferentino, Verona e Pistoia, per Marcelletti e i suoi sarebbe quasi impossibile fare il pieno necessario per il sorpasso. Soprattutto considerando il loro ruolino di marcia: finora i ciociari hanno vinto 4 gare in casa e altrettante in trasferta, ma hanno perso 9 volte fra le mura amiche e 8 lontano da casa. Non una marcia trionfale.

L’Acegas parte insomma stamattina alle 8 in pullman per Veroli con la ferma intenzione di vincere la sfida di domani. Sul torpedone saliranno tutti gli 11 effettivi, compresi Mescheriakov e Ruzzier. E in più ci sarà Fall, che lunedì toglierà i ferri dal polso infortunato e che intanto sarà vicino ai compagni per incitarli e tornare a respirare l’aria della partita, anche se dall’esterno. (ma.co.)

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