Alberto Tonut e lo scudetto di Stefano «È cresciuto in una stagione non facile»
Ha festeggiato il secondo scudetto della Reyer fino a notte inoltrata. Al fianco di Stefano, Alberto Tonut ha celebrato il secondo titolo conquistato da suo figlio, un premio che arriva al termine di una stagione tutt'altro che semplice. «Sono contento per lui- racconta l'ex golden boy della pallacanestro triestina- perchè quest'anno non ha vissuto momenti facili. Prima la distorsione alla caviglia che lo ha costretto a fermarsi nel girone d'andata poi i problemi legati ai mali di testa che gli hanno impedito di godersi a pieno i play-off. Nonostante tutto Stefano c'è sempre stato: ha dimostrato di essere cresciuto, è maturato nel corso della stagione risultando, cifre alla mano, un punto fermo per la sua Venezia».
Stagione importante quella della Reyer brava ad approfittare dei problemi di una Milano capace, ancora una volta, di auto eliminarsi dalla corsa per lo scudetto. Era accaduto qualche stagione fa per mano di Trento, è successo anche quest'anno grazie a una Sassari apparsa fino alla fine degna rivale di una finale bellissima. «Alla Dinamo, a Pozzecco e a tutti i giocatori vanno fatti i più sinceri complimenti per una grande stagione - continua Alberto - Sassari avrebbe meritato tanto quanto Venezia di portare a casa questo scudetto, alla fine credo abbia deciso il fattore campo e una panchina che ha permesso a De Raffaele di ruotare i suoi uomini in un play-off da 17 partite in un mese. Venezia più esperta? Non credo. Tra i sardi c'erano giocatori come Polonara che di finali ne ha giocate tante oltre ad americani come Thomas che hanno dimostrato di essere in grado di reggere il peso della pressione di partite così importanti».
Onore al merito di una Reyer capace di sfruttare fino in fondo il suo potenziale, quindi. Avere una squadra composta da 12 giocatori diventa un valore aggiunto se nei momenti di difficoltà un allenatore è in grado di sfruttarla. E de Raffaele, in questo senso, è stato bravo. «Cerella e Vidmar, poco utilizzati nella regular season sono stati un fattore adesso - conclude Tonut - Mi è capitato di pensare a quante difficoltà avrebbe potuto avere la Reyer per fermare Cooley se, nel ruolo di pivot, si fosse trovata a giocare con il solo Watt. Venezia è stata un diesel che dopo le iniziali difficoltà contro Trento ha scaldato i motori meritando il passaggio alla finale contro Cremona e tenendo la barra dritta anche contro Sassari. Sabato sera, in gara-7, Sassari non ne aveva più ed è uscita la voglia di scudetto della Reyer». —
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