«Alla fine sono soddisfatto Lui la maglia se la merita»

dall'inviato
VERONA. Emma sale sul podio con papà. Ormai è abituata e nemmeno tanto spaesata. Solo che stavolta ha dei compagni d’avventura, i due bimbetti di Carapaz che non le rubano la scena, ma sono col loro papà un gradino sopra. Ma Vincenzo Nibali, il papà di Emma, classe 2014, abbinata alle grandi vittorie dello Squalo, il suo secondo posto non lo vede come una sconfitta. «Non ho rimpianti, penso di aver fatto un bel Giro, che è stato molto difficile e combattuto con rivali agguerriti. Carapaz si è dimostrato avversario tosto con una squadra fortissima come la Movistar», ha detto. Vero, anche se forse, prova ne è stata l’ottima crono di ieri, per lo Squalo la marcatura solo su Roglic è stata una scelta non proprio azzeccata. «Ho commesso degli errori - ha detto a fine cronometro, attorniato dai suoi compagni di squadra e in particolare da quel Damiano Caruso ottimo quarto a solo 6” dal vincitore di tappa - ma attenzione: a Courmayeur l’ecuadoriano ha fatto una grande azione, non era facile riprenderlo, è andato fortissimo. È chiaro che il marcamento tra i big l’ha favorito, ma questo Giro se l’è meritato eccome» .
Guarda al futuro Nibali, ma con un occhio al passato. Indimenticabile la caduta all’Alpe d’Huez nel luglio scorso provocata da un incauto tifoso. Poi la rincorsa verso il Mondiale, il secondo posto al Lombardia. «È stata dura recuperare, se penso a dove ero poco più di sei mesi fa allora questo podio è molto nobile. Adesso mi riposerò, poi andrò al Tour de France. Ma è dura fare classifica in due corse a tappe così ravvicinate...vedremo». Fossero dei robot i corridori, allora sì che si potrebbe chiedere uno “sforzo supplementare” a Nibali, ma pensarlo tra un mese a combattere per la maglia gialla è solo una suggestione irrealizzabile. Meglio concentrarsi alle tappe e magari alla maglia a pois.
Ha 34 anni il siciliano, che nella prossima stagione correrà quasi certamente con la Trek Segafredo. Lo rivedremo al Giro per rivincere la maglia rosa? Chissà. «Ricordo le imprese di Hinault, Pantani, Nibali», ecco l’affresco di Philippe Brunel, pregiata penna dell’Equipe sui suoi 30 e più Giri. Così, tanto per dare un’idea della grandezza dello Squalo. —
An.Si.
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