Alma batte Recanati senza troppa fatica

TRIESTE. Missione compiuta e senza neppure troppa sofferenza. L’Alma regola per 83-66 senza schierare Coronica, spettatore del match in borghese, e potendo permettersi di tenere Cittadini in panchina per tuto l’incontro. Non solo: nell’ultimo quarto anche Pecile, Da Ros, Green hanno visto il match da bordo campo, poi li hanno raggiunti anche Bossi, Parks e Prandin e la chiusura è toccata a Simioni, Ferraro, Deangeli e Schina tutti insieme in campo, con il “vecchio” Baldasso, 22 anni da compiere, a fare l’uomo di esperienza! Se doveva essere una prova generale per le finali di Coppa Italia, va benissimo così: la squadra sta bene di testa, non ha cedimenti e sa essere padrona del match in ogni momento, anche quando abbassa la concentrazione.
In definitiva, nessuna sofferenza per mettere all’angolo Recanati. L’equilibrio è durato 5 minuti, i primi. Poi la sgassata improvvisa di Green e Parks ha messo a regime il motore biancorosso e agli ospiti è toccata una prova a inseguimento. Baldasso, stanco di fare brutte figure, è andato a battere cassa alla malasorte esigendo il risarcimento in unica soluzione: 5 bombe, 19 punti segnati, tanti quanti il faro marchigiano Rush, e miglior realizzatore della serata. Per Bologna c’è un’arma in più nell’arsenale di Dalmasson. Con il turno ancora da concludere (la Segafredo gioca stasera, Mantova domani), l’Alma ritrova per il momento la vetta a tre piazze.
Nelle prime battute l’Alma fa circolare troppo lentamente il pallone e con i lunghi di Recanati a difendere l’area non dà profondità al gioco, per quanto si capisca subito che basta entrare nel pitturato e si arriva fin sotto il canestro. Così i primi 5 minuti passano in equilibrio di gioco e risultato, 15-16. Poi i biancorossi alzano improvvisamente il ritmo e la diga marchigiana mostra subito le prime crepe: 13-5 di break e il primo quarto si chiude sul 28-21. C’è solo un problema: Green, che aveva iniziato in modo promettente, è già in panca con 3 falli spesi su Rush. Al suo posto, dentro Baldasso. E l’Alma incassa subito: 3 su 3 di Lollo dall’arco in due minuti e si prende il largo, 44-30 al 15’22”. È il momento che Prandin riprenda confidenza con il clima-partita. Il segnapunti rallenta di colpo, tanti errori da entrambe le parti. Però Prandin timbra il suo primo canestro, Baldasso sgancia la quarta bomba e si va al riposo su un rassicurante 49-33.
La prima metà del terzo quarto se ne va senza sussulti, l’Alma veleggia tranquilla sempre intorno ai 15 punti di vantaggio, anche se Recanati non molla, 58-44 a metà frazione. E infatti, non appena i biancorossi abbassano il livello di concentrazione Recanati, grazie ad alcune buone iniziative di Marini e alle imbucate di Rush e Bolpin, risale dal -17 al -10, nonostante i 5 punti di Green, tornato da poco in campo. Baldasso dalla lunetta porta le squadre al 66-54 con il quale si va al quarto conclusivo. L’Alma non forza più i ritmi, ma controlla l’incontro con attenzione. La distanza fra le due formazioni si stabilizza intorno ai 10 punti, per i biancorossi è Parks il finalizzatore principale. Ma dopo un 2+1 di JP, a 6’ dalla sirena Baldasso infila la sua quinta tripla e si ritorna al +16, 75-59.
Il quintetto in campo (Bossi, Baldasso, Ferraro, Parks, Simioni) basta e avanza per restare avanti e così Dalmasson tiene a riposo, anche pensando alla Coppa, gli altri titolari. E a 2’05” dalla fine addirittura concede l’esordio in A2 a Deangeli e Schina in un colpo solo. A Recanati vengono concessi un paio di canestri, ma il sigillo è di Ferraro, che sulla sirena manda a bersaglio la bomba dell’83-66 definitivo.
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