Alonso ottimista, Vettel pronto a “disubbidire”

Il ferrarista a Shanghai: «Lottiamo per salire sul podio». Il tedesco: «Scuse solo al team, non a Webber»
Fernando Alonso - Ferrari - Formula 1
Fernando Alonso - Ferrari - Formula 1

SHANGHAI. Il Circus è pronto a ripartire dalla Cina in modo spumeggiante. Ieri i piloti hanno dato spettacolo anche in conferenza stampa. Sia in casa Ferrari ma soprattuto nel team Red Bul dove la frizione Vettel-Webber è solo sopita con i, tedesco che si dice pronto a sorpassare di nuovo il compagno. «Il nostro obiettivo è lottare per finire sul podio». Fernando Alonso parla delle ambizioni della Ferrari in vista del Gran Premio della Cina. A Shanghai lo spagnolo è in cerca di riscatto dopo il ritiro nel Gran Premio della Malesia. «Non sono preoccupato del non aver fatto punti a Sepang perchè nel corso di una stagione in Formula 1 tutti i piloti hanno almeno due o tre ritiri», ha spiegato Alonso secondo quanto riportato dal sito del team di Maranello.
«Anche se spero di no - prosegue - per la legge delle probabilità potrà nuovamente accadermi quest’anno. Dobbiamo essere quindi preparati ed esserlo anche per cogliere ogni opportunità e cercare di raccogliere il massimo dei punti possibili quando accade ai nostri rivali. È stato un peccato quel contatto alla seconda curva, ma per quanto riguarda la sosta o meno ai box, credo che ormai il danno fosse fatto. Adesso cercheremo di essere un pò più attenti, di avere un pò più di margine, con la speranza che non accada più». Alonso esclude che Vettel, coinvolto nella collisione, possa aver deliberatamente rallentato per ostacolare il ferrarista. «È impossibile. Perchè ci sono 22 monoposto in pista e non sai quale traiettoria prenderanno i piloti dietro di te», ha spiegato. Lo spagnolo ha affrontato anche l’argomento Massa: il brasiliano si è piazzato davanti a lui nelle qualifiche delle ultime quattro gare, ma Alonso non ritiene che il motivo del risultato sia da ricercare in un assetto diverso della sua monoposto, più mirato al passo gara. «Non è per questo. Credo che Felipe stia facendo un lavoro fantastico e stia guidando al cento per cento - sottolinea Alonso -. Comunque, parlare delle ultime quattro gare è un calcolo strano, perchè coinvolge gare dello scorso anno e di questa stagione, e le condizioni in qualifica a Melbourne e in Malesia non erano così normali. Come ho detto, sta facendo un ottimo lavoro e spero di potermi qualificare davanti a lui in diverse gare quest’anno. Per riuscirci sarà necessario fare un giro fantastico». Gli ordini di squadra sono stati oggetto di discussione dopo le tattiche adottate dalla Red Bull e dalla Mercedes in Malesia. «Come pilota si vuole sempre vincere e fare di tutto per riuscirci - il pensiero di Alonso -. Comunque quello che conta sono le priorità della tua squadra».

E a proposito di Red Bull niente scuse, nessun pentimento: anzi, se dovesse ricapitare sarebbe pronto al replay . Disubbidire agli ordini di scuderia. «Non mi devo scusare per aver vinto - ribadisce Vettel, prima di affondare il colpo - e se la situazione si dovesse ripetere molto probabilmente sarei pronto a rifare la stessa manovra. Ho frainteso quanto mi diceva la squadra, ma anche se avessi capito bene il messaggio mi sarei comportato nello stesso modo. La verità è che Mark non meritava di vincere». Questo il punto: in casa Red Bull il rapporto tra i due piloti è sempre stato difficile. Scarsa complicità e zero collaborazione, anche perchè troppe volte l’australiano è stato costretto a fare il secondo. E su questo Vettel adesso non si nasconde più: «Dopo la gara mi sono scusato per essermi messo al di sopra della squadra - ha argomentato ancora il campione tedesco -, ma non l’ho fatto apposta. Non mi devo certo scusare per aver vinto, è il motivo per cui sono qui e corro». Il nodo però è proprio il rapporto con Webber, le liti in passato, i contrasti che Vettel lascia intendere hanno influito anche sulla decisione di quel sorpasso: «Non ho mai avuto il suo supporto - dice il tedesco - Ho un grande sostegno della squadra che ci supporta entrambi nella stessa maniera. Mark lo stimo come pilota, ma anche in passato quando avrebbe potuto aiutare il team non l’ha fatto». Insomma Vettel si scusa per non aver capito bene le indicazioni, così dice, del muretto: quanto all’aver passato Webber, nessun dubbio. Giusto così. Webber tiene i toni bassi e dice «Va tutto bene». Ma certo alla Red Bull si continua a litigare.

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