Andiamo alla ricerca di un’altra partita perfetta

Quanti tifosi interessati per Cavaliero e compagni: le big avrebbero una concorrente in meno
Foto BRUNI 29.05.2018 Pallacanestro- Play-off semifinali:Alma Trieste-Treviso Gara 2-cavaliero
Foto BRUNI 29.05.2018 Pallacanestro- Play-off semifinali:Alma Trieste-Treviso Gara 2-cavaliero

TRIESTE. Ci siamo. L’Alma cerca la partita perfetta. Anzi. Un’altra partita perfetta, visto che l’ultima esibizione - quel +32 al PalaVerde dove prima era finita sempre a legnate - è entrata di diritto tra le perle della storia biancorossa.

Che bel paradosso regala il pomeriggio all’Alma Arena. La squadra di Eugenio Dalmasson scoprirà probabilmente di avere una vagonata di insospettabili tifosi interessati. A Treviso. A Bologna. Magari, chissà, persino a Udine. Perchè una Trieste che da due anni va in finale a giocarsi la promozione e ha ambiziosi programmi societari (a proposito, martedì prima di gara2 verrà presentata la partnership con Allianz anche per la prossima stagione) è meglio levarsela dai piedi e non averla come concorrente per i tre posti che l’anno prossimo garantiranno la serie A. Il basket non è mica solo poesia, in una disciplina tanto attenta alle statistiche si vive anche di calcolo. Un’Alma promossa adesso sarebbe un’Alma in meno nel prossimo campionato.

La partita perfetta. Una difesa come quella biancorossa al Palaverde. O come quella della Fortitudo in gara3 al Paladozza quando tenne a stecchetto i piemontesi.

Sarà un confronto di nervi. In finale il fioretto non si usa più. Una lenta, logorante battaglia replicando colpo su colpo, un infinito braccio di ferro finchè una delle due mostra i primi segni di cedimento. Ma all’angolo dell’Alma non ci sono solo i tecnici. A incoraggiare, spingere, accompagnare i biancorossi a canestro c’è una città.

La partita perfetta per vivere il giorno perfetto e avvicinare di 40 minuti il traguardo. Un traguardo che, se raggiunto, sarebbe bello regalasse il finale perfetto. Chiamatelo romanticismo, e forse lo è davvero. Ma sarebbe bello e, in fondo, anche un risarcimento per il passato se il miglior giocatore di questa serie finale, o l’autore di quel canestro benedetto se arriverà, fosse chi 14 anni fa quella serie A la vide evaporare completamente, prima sul campo e poi dietro le scrivanie. Era poco più di un ragazzino, Daniele Cavaliero. Sarebbe giusto se ora fosse lui l’uomo del trionfo. (r.d.)

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