Aspettando Granoche

TRIESTE Più che un diavolo un leone, un leone che scalpita per tornare in campo. Pablo Granoche ha fame di gol, ha voglia di sentire sotto i tacchetti l'erba dello stadio Rocco, di udire il pubblico del Rocco acclamare il suo nome, di raccogliere l'ovazione dei tifosi dopo un gol. Il rientro del bomber uruguaiano, anche se lo staff medico è cauto, avverrà domenica in coincidenza con la partita casalinga con il Cittadella.


I tempi sembrano maturi e perfettamente in linea con le previsioni stilate ad inizio campionato. L’allenatore Rolando Maran ha in mente di portare El Diablo almeno in panchina, ipotizzando un suo impiego almeno per una manciata di minuti se le condizioni della gara lo consentiranno Granoche manca poco ormai al suo rientro?

«Non vedo l'ora. State tranquilli che se questa settimana va tutto bene mi metta a disposizione di Maran per la partita di domenica»


Sin dall'inizio hai lavorato a stretto contatto con il gruppo: che impressione ha ricavato dell'avvio di campionato della sua squadra?

«E' sempre importante partire bene perchè ti rende più consapevole dei tuoi mezzi. Credo che in questo momento sia emerso lo spessore del lavoro fatto l'anno scorso: la squadra ha mantenuto a grandi linee la sua fisionomia approfondendo la conoscenza dei singoli. Un lato importante che ci deve spingere a continuare a fare bene, evitando di far drammi per la sconfitta maturata a Pisa, un episodio negativo che ogni tanto capita nell'arco di un campionato. Ora dobbiamo vedere dove abbiamo sbagliato e lavorare su quello puntando a vincere domenica. Abbiamo le potenzialità per rimanere nella parte alta della classifica».


Tutto il gruppo è stato bravo a sopperire alla tua assenza mandando a bersaglio più giocatori, una caratteristica a cui dovrà adattarsi non trova?

«E' vero, ma è meglio così. Sono contento per la squadra perchè meritava di partire così bene, di sentire attorno a se calore ed entusiasmo. Vediamo come saprò calarmi in questa nuova realtà di gioco, però l'importante è che la squadra riesca a fare bene».


Come procede il recupero? "

«Devo recuperare ancora un po' di tono muscolare, ma è tutto normale. Sto lavorando molto da quando mi sono operato sotto questo profilo perchè ho perso tantissimo. Tuttavia la situazione è sotto controllo. Credo di essere sulla strada del pieno recupero, quando scendo in campo sto bene, non provo paura nei contatti, la cosa più importante, per cui credo che con il Cittadella dovrei provare a scendere in campo».


Il rientro sarà comunque graduale?

«Ovviamente, ritengo di poter giocare solo pochi minuti. Comunque sarà l'allenatore a decidere tutto, io mi metto a completa disposizione».


In classifica marcatori tu e Godeas, autori di una splendida sfida lo scorso anno, siete in pratica i grandi assenti: una situazione strana non trova?

«Per quanto mi riguarda è un caso, tuttavia vediamo come andrà nelle prossime settimane. So che sarà dura. Godeas comunque è un grande giocatore, vedrete che prima o poi riprenderà a fare gol con continuità».


Una curiosità infine: il pubblico attende di vederla all'opera a fianco di Figoli, che ne pensa?

«Sono contento che stia facendo bene. E' riuscito ad ambientarsi in maniera veloce nel calcio italiano. Sarebbe bello vedere in alabardato una coppia d'attacco tutta uruguaiana, tuttavia ora come ora per me è importante solo tornare a giocare. Il mio compagno di reparto poi lo sceglierà l'allenatore».

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