Azzurri inginocchiati in campo ma è l’Italbasket al Preolimpico

Nella partita vinta contro Portorico il sostegno al Black Lives Matter «Lo faremo a inizio di ogni gara, anche ai Giochi di Tokyo» 
Matteo De Santis

IL CASO



In ginocchio. Senza mezze misure, compromessi, polemiche, annunci o aspettare di vedere cosa fanno gli avversari. Basta il gesto, tutto il resto è relativo. E così, prima della palla a due nel debutto al Torneo Preolimpico di Belgrado contro Portorico, l’Italia del basket si è inginocchiata in segno di sostegno al movimento Black Lives Matter nella lotta contro il razzismo: lo avrebbe fatto già il giorno prima, se il Senegal (causa focolaio Covid) fosse stato in condizione di partecipare, lo farà sabato nella semifinale e lo rifarà nell'eventuale finale di domenica per conquistare l’unico posto disponibile per Tokyo. Nessun attacco ai colleghi azzurri del calcio, ma solo un atto concreto che sotto canestro è stato registrato continuamente già dallo scorso anno nella bolla Nba. Non a caso, nel roster a disposizione del ct Meo Sacchetti, il capitano Nicolò Melli (due stagioni ai New Orleans Pelicans e gli ultimi sei mesi ai Dallas Mavericks) e Nico Mannion (da un anno ai Golden State Warriors) militano nella massima lega cestistica professionistica americana. Ma anche il resto del gruppo, che comprende un italiano a tutti gli effetti (nato a Como da padre ghanese e madre nigeriana) come Awudu Abass, si è dimostrato sensibile e favorevole alla scelta di inginocchiarsi: la decisione, all’unanimità, è stata presa collegialmente nei ritiri in Val Rendena e a Milano prima del viaggio della speranza olimpica a Belgrado.

L’intenzione, sempre che dal Cio non arrivino veti, è di ripetere il gesto anche a Tokyo, qualora dovesse arrivare l'agognata e complicata qualificazione. Intanto, superando i dirimpettai inginocchiati di Portorico (90-83), l'Italbasket si è guadagnata una semifinale più abbordabile per domani, evitando o almeno rinviando alla finale lo spauracchio della sfida con la favoritissima Serbia. Scattati malissimo dai blocchi di partenza, sbandando fino a -17, gli azzurri si sono rialzati grazie al trio da 21 punti a testa Polonara-Mannion-Fontecchio. «Nei primi 15 minuti abbiamo patito tanto – sentenzia coach Sacchetti – ma la nostra difesa nel secondo tempo ha girato la partita. Sapevo che sarebbe stata difficile, ma non immaginavo così. Adesso pensiamo alla semifinale». Non se sia il caso di inginocchiarsi o di restare in piedi. Questo è già stato deciso. —



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