Basket, Futurosa: Elisa Zerjal l’arma dietro le quinte del team triestino

La preparatrice atletica: «Ora dovremo alzare l’asticella»

L.g.
Elisa Zerjal
Elisa Zerjal

TRIESTE. Elisa Zerjal è stata uno dei grandi segreti della splendida cavalcata che, nella passata stagione, ha visto Futurosa centrare la promozione in serie A2.

Campionato da incorniciare, quello della formazione di Alessio Scala, arrivata al termine di un anno lungo e carico di impegni con tanta benzina nel motore. Un aspetto che, nel corso della stagione regolare ma soprattutto durante i play-off, ha finito per fare la differenza.

Fisioterapista, preparatore atletico dopo il corso completato con la Fip, Elisa negli anni ha frequentato diversi corsi legati alla prevenzione e al recupero specializzandosi grazie al master in "Sport and Exercise medicine" frequentato all’ Ulster University. «Ho seguito l'evoluzione e la crescita di Futurosa dalla lontana stagione 2012/13 - racconta - incrementando negli anni il mio impegno nella società. Quando sei anni fa è partito il progetto legato alla prima squadra ho cominciato a dedicarmi maggiormente alla preparazione delle ragazze. Inizialmente non è stato facile perchè siamo partiti da zero, nel corso degli anni siamo riusciti a creare nel gruppo quella mentalità che ci ha permesso di sviluppare un lavoro dedicato alla crescita delle nostre atlete».

L'aspetto fisico e la cura della parte atletica rappresentano una parte importante della preparazione precampionato che si sviluppa poi in tutto il torneo. «Lavoriamo su velocità, rapidità ed esplosività - spiega Zerjal - partendo da una base comune per poi personalizzare gli allenamenti in base alle singole necessità. L'obiettivo è migliorare quelli che possono essere gli anelli deboli di ogni giocatrice. Progetti che abbiamo elaborato sfruttando anche anche l'esperienza fatta con atleti di altri sport e che vedono le ragazze alternare al lavoro sul parquet anche le sedute settimanali nella palestra pesi». La promozione in A2 e la necessità di confrontarsi con un campionato di livello superiore renderà ancora più importante mettere in campo una squadra preparata ad affrontare le fatiche della stagione. «L'impostazione di base resterà la stessa ma siamo consapevoli che dovremo alzare l'asticella non tanto sul modo di allenarci quanto sulla quantità e sulla qualità del lavoro. In questo senso abbiamo un gruppo disponibile e molto recettivo nel quale le nuove arrivate, Camporeale e Bosnjak, hanno saputo integrarsi bene. Chiara è nata con noi e ha fatto ovviamente meno fatica, Iva invece è reduce da una stagione non facile in Islanda ma ha saputo adattarsi bene dimostrandosi attenta e molto propositiva».

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