Matiasic verso il disimpegno dalla Pallacanestro Trieste

Secondo indiscrezioni, l’avvocato di San Francisco potrebbe trasferire a Roma il titolo di Serie A e il diritto a partecipare alla Basketball Champions League. Fedriga: “Se la notizia fosse fondata sarebbe una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’intero territorio”

Lorenzo Gatto
Paul Matiasic (Bruni)
Paul Matiasic (Bruni)

Quello che doveva essere il grande amore californiano tra Paul Matiasic e la Trieste del basket sembra destinato a spegnersi prima ancora di aver acceso i motori del futuro. Nonostante il record storico di abbonamenti e l'abbraccio incondizionato della città, il progetto dell’avvocato di San Francisco pare aver urtato contro il "muro di gomma" del tessuto imprenditoriale locale, rimasto spettatore distante nei salotti buoni della città.

Le indiscrezioni si fanno insistenti: Matiasic non starebbe solo guardando altrove, ma avrebbe già bussato alle porte del Campidoglio, come confermato anche in un articolo pubblicato su Repubblica di Roma. Secondo quanto ricostruito, l’obiettivo sarebbe il PalaEur, con un piano che per la Trieste sportiva avrebbe il sapore della beffa: trasferire il titolo di Serie A e il diritto a partecipare alla Basketball Champions League all'ombra del Colosseo magari provando a compensare la piazza con un titolo di categoria inferiore, declassando di fatto una delle capitali del basket italiano a ruolo di comparsa.

A Roma la partita è politica e d’affari. Mentre altri investitori (come la cordata Nelson) pongono condizioni legate a progetti futuri con l'NBA, Matiasic si starebbe muovendo con una proposta immediata e senza paracadute. Per lui, la Capitale non è un piano B, ma l'obiettivo primario di posizionamento economico e politico.

A conferma di questa accelerazione ci sarebbero i recenti incontri con il sindaco Gualtieri e l'assessore Onorato, con tanto di dossier visionato per il PalaTiziano, impianto già pronto per la massima serie.

Da Matiasic nessun commento, resta da capire se il sistema del basket italiano (LBA e FIP) permetterà che un titolo sportivo venga spostato come un pacco postale, ignorando la passione di settemila abbonati triestini per assecondare un puro calcolo di business.

"L’amministrazione regionale non può che ritenere inverosimili le indiscrezioni di stampa relative al possibile trasferimento in altra sede del titolo sportivo di Serie A della Pallacanestro Trieste, unitamente al diritto a partecipare alla Basketball Champions League – è il commento di Massimiliano Fedriga – . Se viceversa questa ipotesi dovesse corrispondere a realtà ci troveremmo infatti di fronte ad una grave mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio e delle sue istituzioni che hanno prima accolto e poi sostenuto - finanziariamente e non solo - la nuova proprietà. Una proprietà che ha beneficiato del forte legame da sempre intercorso fra la città e la sua squadra e della grande passione che storicamente unisce il binomio basket-Trieste. Di conseguenza l’amministrazione si riserva di verificare la fondatezza di queste notizie ed eventualmente tutelarsi in ogni sede opportuna”.

Riproduzione riservata © Il Piccolo