Ben 500 podisti in gara nella Marcia del Sacrario sulle colline di Oslavia

GORIZIAIn cinquecento domenica hanno sfidato gli aspri saliscendi delle colline attorno a Gorizia e omaggiato con un bell’evento sportivo la memoria dei caduti della Grande Guerra. Tanti infatti...

GORIZIA

In cinquecento domenica hanno sfidato gli aspri saliscendi delle colline attorno a Gorizia e omaggiato con un bell’evento sportivo la memoria dei caduti della Grande Guerra.

Tanti infatti sono stati i partecipanti alla “Marcia del sacrario”, organizzata nel capoluogo isontino dal Gruppo Marciatori Gorizia nell’ambito delle iniziative per il 40° di fondazione ma, soprattutto, delle cerimonie per il centenario della fine della Prima guerra mondiale, e che per questo ha goduto anche del patrocinio del Comune.

Due erano i percorsi che si snodavano tra i pendii del monte Calvario e le alture di Oslavia fino al grande sacrario (da cui il nome della corsa), uno di 8 e uno di 16 km: entrambi toccavano alcuni dei siti storici più significativi tra quelli della Grande Guerra, come il cippo delle Tre croci o quello che ricorda Scipio Slataper, sul Calvario, il già citato sacrario militare o la località Lenzuolo bianco, a Oslavia. E ancora, ovviamente, il sottopassaggio Baruzzi a Piedimonte, nei pressi di partenza e arrivo che erano fissati al PalaBigot di via delle Grappate.

Al via c’erano podisti provenienti da tutta la regione e dalla Slovenia, anche se la marcia non ha avuto un valore prettamente agonistico. E’ stata più che altro una sfida per ciascuno a confrontarsi con i propri limiti personali.

Così al traguardo sono stati premiati il gruppo più numeroso (quello di Ragogna, con 52 podisti, seguito dai Donatori di sangue di Campolongo Tapogliano e dal Gruppo sportivo Val Rosandra), i partecipanti più “esperti” (i coniugi Stacul) e quelli più giovani (i piccoli Diego Panascì e Sara Abelli, entrambi di appena due anni).

Visto il successo di partecipazione chissà che da eccezione pensata per il 2018, la marcia non possa diventare appuntamento fisso nei prossimi anni. —



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