Bossi: «Benzina nelle gambe per un’Unione al top ai play-off»

Il preparatore atletico della Triestina: «La sosta prolungata ci ha consentito di aumentare i carichi di lavoro. I test numerici non mi hanno indicato flessioni»



L’imprevista pausa per lo sciopero della serie C di domenica scorsa, la sempre delicata gestione di quella che sarà la ripresa dell’attività dopo la pausa natalizia, la valutazione di quanto abbia pesato l’aspetto atletico in questo girone di andata al di sotto delle attese: c’è molta carne al fuoco da esaminare con il preparatore atletico della Triestina Luca Bossi.

Bossi, quanto lo stop di domenica scorsa ha cambiato il programma di lavoro?

«Molto, perché la scorsa settimana, prima del rompete le righe, abbiamo fatto doppie sedute e aumentato i carichi di lavoro su forza e potenza aerobica, cosa che nell’ultimo periodo, viste le troppe partite ravvicinate, non avevamo fatto».

E alla ripresa del 2 gennaio?

«Faremo ancora doppie sedute, dobbiamo approfittarne per mettere a posto il tutto anche con i nuovi input del mister e il suo lavoro tattico. Dobbiamo mettere benzina nel motore per cercare di essere al massimo nel girone di ritorno».

Anche per essere al top per i play-off?

«L’idea è quella. Abbandonate le velleità di promozione diretta, dobbiamo concentrarci sulla miglior posizione nella griglia play-off, e poi arrivare a quel momento nella migliore condizione psicofisica, che in quella fase è uno degli aspetti più determinanti fra i tanti fattori».

Tra le cause di questo deludente girone di andata, qualcuno ha tirato fuori anche la condizione atletica: che ne pensa?

«Come sempre, quando le cose non vanno bene, le colpe sono da distribuirsi su tutte le componenti. Ma analizzando i numeri secchi, che è poi il mio lavoro, posso dire che i dati fisici sono assolutamente in linea con quelli dello scorso anno. Anche la classifica in realtà non è lontana, certo le tante sconfitte in più pesano e lasciano l’amaro in bocca. Sono d’accordo che evidentemente ci è mancato qualcosa, ma non abbiamo corso di meno, non abbiamo fatto meno sprint, non abbiamo fatto meno chilometri, nè tantomeno accelerato meno volte».

Dall’esterno, più che problemi di tenuta, a volte è sembrata mancare l’intensità.

«Non nego che qualcosa è mancato e rispetto ogni punto di vista, ma come sempre sono abituato a esaminare i numeri più che le situazioni. Mi baso su quelli e devo dire che mi confortano».

Dove può arrivare questa Triestina?

«Se si riesce a trovare unità di intenti e mettere tutti il proprio mattoncino, a parte la prima posizione nulla ci è precluso. Si può ancora ambire a una posizione buona, poi nei play-off serve che tutto sia al cento per cento: l’aspetto psicologico, quello fisico, gli arbitri, la fortuna, i tifosi e le altre mille componenti del calcio».

Tra l’altro, causa il recupero, alla ripresa ci sarà anche un trittico di tre partite in sei giorni.

«Sarà un periodo impegnativo, ma ora abbiamo tempo per ricaricare le pile e giocarcelo al massimo. Tra l’altro avremo tre notturne a gennaio che con le temperature più basse aumentano il rischio infortuni. Il calendario non ci dà una mano, ma ci tocca così e rimbocchiamoci le maniche. Mi auguro che anche i tifosi diano una mano e tutte le componenti dell’ambiente siano unite e compatte. Serve anche un po’ di ottimismo e a volte bisognerebbe guardare al bicchiere mezzo pieno». —



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