Bowers può fare la differenza

La panchina biancorossa è più profonda. Attenzione alla difesa sugli esterni avversari
Foto BRUNI 15.04.2018 Pallacanestro ALMA- GSA Udine--Bowers
Foto BRUNI 15.04.2018 Pallacanestro ALMA- GSA Udine--Bowers

TRIESTE. È il giorno di gara 1, sono di fronte due squadre diverse per tanti aspetti. Variabili impazzite che proviamo a sintetizzare quali chiavi di lettura per la sfida incrociata.

Panchina Se i quintetti delle due contendenti possono essere equiparati, la panchina evidenzia un gap evidente qualitativo; l’Alma può permettersi di lasciare fuori dai 12, a turno, giocatori come Coronica, Loschi, Baldasso, Janelidze…possibili “sesti uomini” di Casale. Nonostante la compagine piemontese abbia giovani di belle speranze e il croato Marcius che si alza dal pino, l’impressione è che alla distanza, in una lunga serie, ci possano essere tanti punti in più, oltre che energia, da parte triestina.

Laurence Bowers Avevamo indicato in Javonte Green l’uomo della serie contro la De’Longhi Treviso e non ci siamo andati lontani. Ora puntiamo sull’uomo da Memphis, per ruolo, esperienza e capacità tecniche in grado di mettere in imbarazzo il reparto avversario. Marcius troppo legnoso, Martinoni più lento, Cattapan e Severini ancora inesperti…Se Bowers controlla il problema falli può diventare il giocatore chiave, sia dall’arco che in area pitturata.

Occhio a collassare difensivamente Un problema atavico in casa biancorossa è la capacità di arginare l’uno contro uno degli esterni avversari. Cavaliero, Mussini e Fernandez hanno gambe che faticano a tenere due/tre palleggi di penetrazione, tanto da dover ricorrere ad “aiuti” difensivi dei lunghi. Denegri soprattutto e Tomassini hanno indubbie capacità di “rompere” la prima linea, aprendo il campo poi per i tiri comodi dei compagni. Quando la macchina offensiva entra in ritmo fa malissimo, il veterano Blizzard è una sentenza e la “striscia” da oltre l’arco può scavare solchi profondissimi.

Marco Ramondino, l’alchimista Il tecnico è l’artefice del miracolo piemontese, assieme al direttore generale Martelli. Un uomo che, pur considerando la giovane età, trasuda consapevolezza nei propri mezzi. Immaginate la fatica tattica patita dall’Alma contro Udine nel derby e proiettatela in una finale play-off. Coach Ramondino studia, studia a fondo, perché il “sistema” dalmassoniano non è di facile lettura; è certo che la serenità di aver già vinto la propria scommessa darà un’ulteriore spinta al coraggio di osare, di spingersi oltre per scardinare l’ingranaggio Alma.

Pressione/ambiente Due facce della stessa medaglia: 7000 persone in un’arena troppo piccola per contenere l’entusiasmo popolare quale detonatore emotivo, una città che attende un sogno quale fardello pesantissimo sulle spalle. Trieste ha tutta la responsabilità dalla sua parte, Casale Monferrato è leggera come una libellula. Come sempre, quindi la discriminante sarà nel modo con cui le sensazioni forti del momento verranno veicolate sui 28 metri di parquet. A prescindere da tutto, però, 14mila biglietti venduti in tre giorni e un esodo che porterà 500 tifosi in terra piemontese sabato, è un bell’andare…©RIPRODUZIONE RISERVATA

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