Calcio serie C, il passo del Padova di Torrente è vicino a quello della Triestina
Negli ultimi due mesi con il nuovo mister i biancoscudati hanno raccolto solo 12 punti
contro i 10 dell’Unione. La squadra di Gentilini può giocarsi il derby di sabato fino in fondo

TRIESTE La Triestina sabato andrà a Padova (all’Euganeo si giocherà alle 17.30 e arbitrerà Milone di Taurianova) per giocarsi un derby alla pari, senza timori reverenziali di sorta. Non si tratta solamente dell’entusiasmo derivante dalla vittoria con l’Albinoleffe, del ritrovato successo in trasferta e della necessità di far punti: a fare di questo derby una partita sulla carta molto equilibrata sono proprio la qualità e il rendimento che possono esprimere attualmente le due squadre. Non tragga in inganno la classifica che vede l’Unione distante ben 13 punti dal Padova, perché in realtà negli ultimi due mesi alabardati e biancoscudati hanno viaggiato con un ritmo quasi simile. Da metà dicembre in poi, quando fra l’altro la squadra veneta ha esonerato Caneo e ha chiamato in panchina Torrente, si sono giocate nove partite. Si tratta di quasi un quarto di campionato, un lasso di tempo significativo: ebbene in questo scorcio di stagione la Triestina ha fatto 10 punti mentre il Padova ne ha fatti 12.
Il cammino delle due squadre è molto vicino, anzi è quasi uguale se consideriamo solamente il 2023, ovvero le ultime sette partite giocate: in questo periodo l’Unione ha fatto 7 punti mentre il Padova 8, solamente uno in più. Quindi tra i sussulti di vita che la Triestina ha dato con i successi contro Pergolettese, Novara e ora Albinoleffe, e il momento non certo brillante dei veneti, il cammino delle due squadre viaggia quasi parallelo. Ma non si tratta di un paragone che riguarda solo il Padova: in realtà il percorso della Triestina negli ultimi due mesi è stato in fin dei conti dignitoso a livello generale. Sempre tenendo in considerazione le ultime nove partite, la Triestina è quartultima, ma a soli due punti dalla zona play-off. Questo perché nell’ultimo periodo il girone A vive di un equilibrio pazzesco, nel quale nessuna squadra riesce a spiccare il volo e dove molto spesso le ultime fanno risultato con le prime. Nel periodo in questione c’è solo il Trento che ha fatto un percorso nettamente migliore delle altre con 21 punti, le altre sono staccate a partire dalla Pro Patria con 15 e il Pordenone con 14. Basti pensare che l’attuale capolista Feralpisalò, da metà dicembre in poi ha fatto solamente 3 punti in più della Triestina. O che prendendo in considerazione solamente il 2023, la Triestina viaggia a braccetto con il Vicenza a 7 punti. Il vero problema della classifica dell’Unione, quindi, non sta negli ultimi due mesi di campionato. Il periodo disastroso che ha caratterizzato il vero crollo sono stati i due mesi da metà ottobre a metà dicembre, ovvero quelli che vanno dall’immediato dopo Bonatti alla prima parte della gestione Pavanel, che poi in realtà nell’ultimo scorcio grazie ai due successi con Pergolettese e Novara aveva tenuto un cammino quasi decoroso. In quel periodo da metà ottobre a metà dicembre nel quale si erano giocate 11 partite, la Triestina aveva invece incamerato solamente 5 punti: sta in quei due mesi il vero black-out alabardato. Un lungo tunnel dal quale ora l’Unione sta cercando di uscire con le unghie e con i denti.
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