Campionato di A nel caos Baraldi (Virtus Bologna): «Evitiamo di viaggiare»

TRIESTE
Caos campionato, tra rinvii e proposte per gestire l'emergenza e provare a portare fino in fondo una stagione sempre più condizionata dal Covid.
Sono cinque, dato aggiornato alle prime sette giornate di stagione regolare, le partite fino a ora rinviate dalla Lega che sta cercando di limitare i danni e contenere la diffusione del virus all'interno della serie A in termini accettabili. I focolai manifestatisi nelle ultime settimane a Cantù, Reggio Emilia e Cremona hanno obbligato le società interessate a sospendere gli allenamenti e le partite. Cantù deve recuperare le sfide già rinviate contro Treviso, Trieste e quella di domenica contro Cremona, anche Reggio Emilia sarà chiamata a sfidare prima la De' Longhi e poi l'Allianz quando verranno fissate le date di recupero.
Per Trieste, ferma ai box dalla sconfitta casalinga contro Brindisi dello scorso 25 ottobre, tre settimane di sosta forzata che la porterà alla sfida del prossimo 14 novembre al Taliercio contro la Umana Reyer Venezia.
Ma sulla regolarità del campionato e l'opportunità di continuare la stagione a dispetto delle tante positività manifestate, si sta creando dibattito. In ordine di tempo l'ultima riflessione è quella espressa da Luca Baraldi. «La Lombardia ha ben cinque squadre che fanno parte della zona rossa - ha sottolineato l'ad della Virtus Segafredo Bologna - Portare venti, venticinque persone a soggiornare li frequentando alberghi, ristoranti, impianti sportivi e docce, ambienti chiusi e umidi non mi sembra opportuno e lo eviterei. La spiegazione non va data tanto a me quanto ai tesserati e alle loro famiglie, se giochiamo a questo punto teniamo aperto tutto».
Posizioni e idee che, più che sulla pagine dei giornali, dovranno essere valutate e discusse nella prossima assemblea di Lega nelle quali le diverse proposte delle società dovranno essere messe sul piatto. Di certo, una linea comune dovrà essere trovata. —
LO.GA.
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