Candussi rinnova con la Pallacanestro Trieste: «Una scelta di cuore, pronti a lottare»
Il lungo biancorosso racconta i motivi della conferma, l’intesa con il nucleo storico e l’appello ai tifosi in vista della nuova stagione

In vista di un campionato che si preannuncia duro, dove serviranno grinta, spirito di sacrificio e senso d’appartenenza, Francesco Candussi ha deciso senza esitazioni di prolungare il suo matrimonio con la Pallacanestro Trieste.
Una scelta di cuore, dettata dalla profonda stima reciproca con società e coach e dal legame speciale stretto con i tifosi e la città. Candussi si dice pronto a guidare il nucleo dei confermati affrontando i temi caldi di questa estate.
Dall’importanza dell’intesa del gruppo storico alla crescita personale affinata anche grazie al palcoscenico europeo della Basketball Champions League, fino al caloroso appello alla tifoseria biancorossa in vista della nuova campagna abbonamenti.
Candussi, in estate il suo nome è stato accostato a diverse squadre, con rumors insistenti ad esempio su Verona. Cos’ha fatto pendere l’ago della bilancia in modo definitivo per Trieste? C’è stato un momento preciso in cui ha capito che la sua strada era ancora qui?
«In realtà, quest’estate di proposte davvero concrete sul tavolo ce ne sono state ben poche. Per farmi muovere, inoltre, dovevano essere opzioni realmente migliorative rispetto a Trieste: non solo dal punto di vista cestistico, ma anche per città, tifoseria, palazzetto e ruolo all’interno del roster. La mia è stata una decisione molto facile, un’autentica scelta di cuore arrivata al termine di un periodo davvero tosto. Mi sembrava doveroso dare il mio contributo anche per la prossima stagione, soprattutto alla luce della grande fiducia che ho sentito da parte di Arcieri e Taccetti».
Veniamo da due stagioni con aspettative alte. Quest’anno la sensazione è che servirà un approccio diverso, più pane e salame, fatto di lotta e sofferenza su ogni pallone. Si sente pronto per un campionato di questo tipo?
«Le aspettative per la nuova stagione non sono ancora del tutto delineate, anche perché stiamo aspettando che il roster venga completato. Di sicuro sarà un campionato in cui bisognerà lottare e dimostrarsi una squadra arrembante, ritrovando quelle caratteristiche che hanno sempre fatto parte del Dna di Trieste. So bene che il nostro pubblico ama questo spirito e sono certo che i tifosi saranno al nostro fianco. Attendiamo la chiusura del mercato per capire quale potrà essere il nostro reale potenziale e fin dove potremo spingerci».
Un blocco di ben cinque confermati è un valore raro nel basket di oggi. Al di là dell’aspetto tattico, quanto conterà in campo questa intesa già consolidata?
«In un’estate così particolare e complessa, poter contare su cinque ragazzi che già si conoscono è fondamentale. Lo è per noi sul parquet, ma lo è anche per il pubblico, che sa di ritrovare facce amiche e un nucleo di giocatori che tengono profondamente alla maglia e alla città (incluso Markel Brown, che si è integrato benissimo). È un grande valore aggiunto che dimostra la volontà della società di dare continuità a un progetto prima di tutto umano e poi tecnico. Hanno scelto prima le persone e poi i giocatori, affidandosi a chi, nei momenti di difficoltà, sa sempre come rispondere presente».
Nick Schlitzer ha speso parole importanti sulla sua crescita. In questi anni è diventato un lungo sempre più completo, capace di aprire il campo con il tiro da fuori. Quanto sente di essere migliorato e quanto ha inciso l’esperienza in Champions League nella sua maturazione?
«Le parole di Nick mi hanno fatto davvero un immenso piacere. In questi tre anni abbiamo avuto modo di lavorare benissimo, con grande costanza, qualità e serietà. Gli devo davvero molto: con lui si è lavorato sempre al massimo e col sorriso, e tutti i ragazzi che sono passati di qui gli sono riconoscenti. Merita palcoscenici importanti e ci tengo a fargli un grande in bocca al lupo anche pubblico, dopo averglielo già fatto in privato. Per quanto riguarda la Champions League, è stata un’esperienza fondamentale a livello di maturità e consapevolezza: mi ha fatto capire a quali livelli posso stare ed è stato un enorme motivo di orgoglio esserci arrivato con questo gruppo e con questa società».
Ai tifosi, che arrivano da mesi intensi e complessi, cosa sente di dire per accendere l’entusiasmo in vista della nuova stagione?
«Ci aspetta una stagione tosta e avremo immensamente bisogno del loro supporto, ma sono estremamente fiducioso che faremo bene. A loro chiedo di rispondere “presente” fin dalla campagna abbonamenti e di starci vicini dall’inizio alla fine».
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