Caos biglietti e 30 positivi solo in A Supercoppa Inter-Juve a rischio

Con la capienza ridotta al 50% i due club chiedono il rinvio alla Lega 
Stefano Scacchi

il caso

milano

Q uasi trenta positivi in Serie A, biglietterie chiuse rapidamente e la Supercoppa italiana spostata. Il bilancio della nuova ondata di Covid travolge il calcio che pensava di essersi lasciato alle spalle il momento più duro. Il simbolo più evidente è rappresentato dalla decisione di Inter e Juventus di chiedere il rinvio del trofeo in programma il 12 gennaio a San Siro. I due club hanno preso l’iniziativa in seguito al provvedimento governativo che ha ridotto la capienza degli stadi dal 75% al 50%. Non aveva più senso giocare in queste condizioni a Milano, sede prescelta al posto dell’Arabia Saudita anche per mettere in scena la sfida tra detentori di scudetto e Coppa Italia di fronte ai propri tifosi, anziché a migliaia di chilometri di distanza. Obiettivo sfumato, con uno stadio vuoto per metà. Il ragionamento ovviamente ha anche un risvolto economico, visto che l’incasso con questi nuovi limiti sarebbe sceso intorno a 3 milioni, con una perdita di altri 1,5 milioni. Sarebbe diventata molto pesante la rinuncia ai soldi garantiti dagli organizzatori sauditi. Senza dimenticare il rischio che nelle prossime due settimane Palazzo Chigi introduca ulteriori restrizioni in caso di peggioramento dei contagi. Meglio ricollocare la partitissima nei mesi primaverili sul finire della stagione, quando la situazione epidemiologica migliorerà. La data sarà scelta da Inter e Juventus insieme ai vertici della Lega Serie A, tenendo conto del cammino delle due squadre nelle coppe.

È solo l’ultimo capitolo di una giornata scandita dalla sospensione delle prevendite per la ripresa del campionato. Hanno fermato i botteghini telematici Inter, Juventus, Atalanta, Bologna, Lazio, Napoli e Roma. Particolarmente delicata la situazione del club giallorosso, che aveva già staccato 42mila biglietti per la partita con la Juventus del 9 gennaio, circa 10mila in più rispetto ai posti disponibili dopo la sforbiciata del governo. Ora tutte le società dovranno affrontare una procedura molto complessa per ricollocare i tifosi con una distribuzione nella quale ogni settore deve tornare a riempirsi solo per metà. Anche se il vero timore dei club è che, prima della ripresa del campionato all’Epifania, possano arrivare limitazioni più severe, nonostante le rassicurazioni del sottosegretario al Ministero della Salute, Andrea Costa: «Non vedo all’orizzonte ulteriori restrizioni - dice a Sky - molto dipenderà dall’andamento dei prossimi giorni. Credo che la riduzione al 50% ci permetta di affrontare le prossime settimane». Non arrivano notizie migliori dai centri sportivi: 12 squadre registrano calciatori contagiati. La più colpita è la Salernitana con sei casi, segue lo Spezia con quattro. Victor Osimhen è positivo in Nigeria. Giorgio Chiellini ha saltato la seduta alla Continassa a causa di un contatto diretto. Edin Dzeko è tornato precauzionalmente a casa dalla Pinetina senza allenarsi per un raffreddore. —



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