Caro Babbo Natale, rivolgi uno sguardo allo sport cittadino

Alla vigilia del Natale la Palla di Cristallo mi chiede una licenza: niente letture del futuro, ma una più tenera letterina per Babbo Natale, affinché porti qualcosa di utile allo sport cittadino. Richiesta accordata. Leggiamo assieme.

Caro Babbo Natale,

guardando al futuro ti invito ad accontentare i signori della Serie C o Lega Pro che dir si voglia, che chiedono al Governo italiano di poter sopravvivere. Domani, quasi tra l’indifferenza generale, il campionato di calcio si fermerà. Per protesta, perché chiede aiuto attraverso quel semi-professionismo che potrebbe tenere in piedi (con un’auspicata defiscalizzazione) un campionato che senza i soldi delle tv e i faraonici incassi della A rischia il collasso. Almeno nella serie cadetta qualcosa dai diritti tv arriva, ma in C o hai il “mecenate” di turno (a Trieste si chiama Biasin, nella vicina Pordenone, che dalla B conquistata l’altr’anno ora sogna addirittura la A, si pronuncia Lovisa) oppure chiudi bottega. Ma hai visto (stadio Rocco e impianti di Padova o Vicenza a parte) dove si gioca e con quale cornice di pubblico la nostra serie C?

A proposito di non-dilettanti, caro Babbo Natale, domani cerca di mettere sotto l’albero un altro gol-vittoria per la nostra seconda squadra di calcio, il San Luigi. Da Santo, merita comunque stima e simpatia anche perché in questi anni ha lavorato benissimo (con i giovani soprattutto) e quell’ultimo posto in classifica non gli rende proprio giustizia.

Ancora un paio di richieste. Non far perdere l’entusiasmo per la palla in acqua al signor Samer. È una cosa bellissima avere nuovamente la pallanuoto nelle massime serie nazionali. E magari un giorno potremo chiedere ai tifosi di pagare anche un piccolo biglietto per andare a vedere le partite. Così, per dare una mano anche a chi si è dimostrato tanto generoso. Non solo nella pallanuoto.

Dato che parliamo di soldini e visto che la pallamano Tergeste farà le Finals di coppa Italia, forse un aiutino alla squadra più scudettata della città potremmo ancora darglielo per tenerci stretta questa serie A. Non posso proprio pensare di veder morire il nostro handball con sulle maglie uno sponsor di onoranze funebri, che comunque ha oggi il merito di… “tenere in vita” questo club.

Caro Babbo Natale, chiudo con l’amata pallacanestro e ti chiedo di riportare almeno un mezzo sorriso sul volto di coach Dalmasson e un po' d’armonia in una società che fino a pochi anni fa pareva una grande famiglia. Non so cosa poi sia successo, ma se è vero che i soldi non fanno la felicità, chiedo a te un altro aiutino. Se poi si chiama Green, Wright, Filloy o qualche altro nome ancora, può andar bene comunque: anche se ho l’impressione che solo quello non basterà.

Buon Natale a te, caro vecchietto, e a tutti quelli che vorranno firmare questa letterina. Almeno voi, sotto l’albero, cercate di sorridere…—



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