Cavaliero: «Domenica a Milano per me un turbinio di emozioni Lombardi forse un po’ stanchi»

TRIESTE. «A Milano abbiamo vissuto un turbinio di emozioni. Mi ero ripromesso di non chiedere notizie dagli altri campi, ho resistito fino al 38' poi ho cominciato a guardarmi attorno tempestando di domande Gianluca Mauro e Sebastian Spada che erano con noi a bordo campo. Alla fine è andata e abbiamo potuto festeggiare con i tifosi che, anche a Milano, sono stati come sempre grandissimi».
Archiviata la sconfitta del Forum contro la sua ex («bei ricordi, è stata la prima società in cui ha giocato e la prima città che ho conosciuto andando via da Trieste») Daniele Cavaliero è pronto per i play-off. Carico e motivato al punto giusto. I due anni che sono trascorsi dal suo ritorno a casa sono stati un concentrato di emozioni: prima la promozione nella massima serie poi una stagione in serie A con la gioia dei play-off lasciandosi alle spalle piazze prestigiose come Cantù, Varese, Virtus Bologna e Brescia.
«Siamo stati bravi- sottolinea Daniele- perchè arrivare davanti a squadre così forti non era facile. Varese, così come la Virtus Bologna, ha certamente sofferto gli impegni di coppa, Cantù una situazione societaria per tanti mesi complicata e Brescia la difficoltà a creare la giusta chimica nel gruppo. Aldilà dei problemi altrui, direi che ci siamo meritati il settimo posto perchè siamo stati più continui di altre nel corso della stagione con picchi di rendimento che all'andata contro Avellino, Reggio Emilia e Venezia e al ritorno nella serie di cinque vittorie consecutive hanno fatto la differenza».
E allora sotto con Cremona, avversaria da prendere con le molle.
Non fosse altro per lo straordinario cammino in una stagione da incorniciare.
«Con la Coppa Italia già in bacheca- ricorda Cavaliero- quando ha dovuto vincere contro la Reyer Venezia per assicurarsi il secondo posto lo ha fatto alla grande».
Una squadra avversaria che al di là dei premi individuali raccolti al termine della stagione regolare, Sacchetti miglior allenatore e Crawford miglior giocatore, ha dimostrato di avere nel collettivo il suo vero punto di forza.
Manca un pizzico di profondità in panchina e il fatto di aver disputato una stagione lunga e dispendiosa con soli otto uomini potrebbe rivelarsi determinante contro un'avversaria come Trieste che ha rotazioni certamente più lunghe e maggiore intercambiabilità nei ruoli.
«Per questo- la guardia della Pallacansetro Trieste- speriamo che la serie si allunghi, perchè con un calendario così fitto, poco riposo tra una partita e l'altra e la possibilità di giocare cinque gare in otto giorni la possibilità di avere più cambi e di avere qualche minuto di riposo in più a disposizione potrebbe davvero fare la differenza».
Lo.Ga.
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