Cavaliero: «Ne usciamo lavorando Dobbiamo tenere la barra dritta»

Daniele è stato tra i grandi protagonisti. «Pretendevamo da noi stessi una reazione Il sapore amaro dello schifo fatto a Trento sarà la nostra benzina per non mollare»
Foto BRUNI Trieste 29.12.2019 Basket serie A1-Pallacanestro TS-Fortitudo: Dalmasson e Cavaliero escono abbracciati
Foto BRUNI Trieste 29.12.2019 Basket serie A1-Pallacanestro TS-Fortitudo: Dalmasson e Cavaliero escono abbracciati



Un sospiro di sollievo.

Potesse riassumere il suo stato d’animo in un solo gesto, senza spendere parole, Daniele Cavaliero farebbe così. Perchè si ha un bel dire che c’è un gruppo da 12 giocatori, perchè si ha un bel dire «Siamo tutti professionisti» ma se sei uno di casa, se sei nato con il biancorosso della Pallacanestro Trieste appiccicato alla pelle, se per il troppo amore fatichi a prendere sonno, è inevitabile che soffri più degli altri quando le cose non girano per il verso giusto.

Daniele, 36 anni tra pochi giorni, contro la Fortitudo Bologna gioca il doppio dei minuti di quel Kodi Justice che ha parecchi anni in meno, un’altra barbetta, e ha attraversato l’Oceano per portare punti alla causa. Ma il valore di un giocatore non si misura con le credenziali che uno si attribuisce. Contano la voglia di spremersi e di mettersi in gioco. Quelle ammirate nei 26 minuti di permanenza sul parquet di Cavaliero.

«É stata una partita complicata, soprattutto alla vigilia, a causa dei tanti pensieri che ci hanno accompagnato. Abbiamo vinto grazie a una partita giocata di squadra, con aggressività, pur commettendo errori perchè capita di farli. Ma abbiamo dimostrato di essere un gruppo».

Cosa è successo per passare in pochi giorni dalla sconfitta di Trento e questa larga vittoria?

Una bella domanda ma non ho una bella risposta. Non lo so. Avessi disposto di una soluzione per uscire dalle difficoltà, nei giorni scorsi sarei andato di corsa dallo staff tecnico per raccontarla. L’unica ricetta che mi viene in mente è che bisogna continuare a lavorare insieme.

Successo di gruppo però voi, pedine storiche, siete stati fondamentali...

Tutti hanno dato qualcosa perchè è questo l’unico modo di giocare. Sapevamo che il pubblico si aspettava tanto da noi ma ce lo aspettavamo anche noi stessi, perchè quelle figuracce fanno stare male, ve lo assicuro.

Adesso bisogna però trovare continuità. Una gara importantissima è dietro l’angolo.

Questa è stata una grande pacca di incoraggiamento, ci aspetta una partita ostica, fondamentale, a Pesaro. Io credo molto nel lavoro giornaliero. Ho visto persone ferite dallo schifo che abbiamo mostrato a Trento e quel saporaccio amaro deve continuare a essere la nostra benzina anche per le prossime settimane. Ripensiamoci, se lo riavvertiamo non vogliamo assaggiarlo più. Abbiamo la responsabilità e il dovere di tenere la barra dritta, dobbiamo credere di poter continuare a vincere e risalire la classifica e questo porterà risultati.

L’innesto di Deron Washington (che però difficilmente potrà venir impiegato a Pesaro per i tempi richiesti dal perfezionamento dell’iter burocratico per il tesseramento, ndr) cosa potrà cambiare in questa squadra?

Nei momenti di difficoltà ogni aggiunta comporta un valore positivo. Più frecce ci sono nella faretra meglio è. Non so ancora se Washington sarà un’aggiunta al roster o se sostituirà qualcuno. Noi siamo professionisti e conosciamo le regole del gioco. Va bene tutto ciò che in questo momento ci può essere utile. —



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