Centenario, sei mesi di eventi per la Triestina finalmente rinata

Il presidente del Comitato Giorgio Della Valle traccia un bilancio del cartellone: «Un successo grazie a convegni, spettacoli e con la mostra da 20 mila visitatori»
Lasorte Trieste 03/02/19 - Salone degli Incanti, Centenario Triestina, Giornata finale con Ascagni e De Falco
Lasorte Trieste 03/02/19 - Salone degli Incanti, Centenario Triestina, Giornata finale con Ascagni e De Falco

TRIESTE Con la celebrazione della promozione in B del 1989, avvenuta sabato scorso durante la festa di Grido Libero, si sono conclusi gli eventi legati al centenario della Triestina. È il momento di fare il bilancio con Giorgio Della Valle, presidente di quel Comitato Unione, formato anche da Mauro Milanese, Sergio Marassi e Lorenzo Campanale, che ha tenuto le redini dell’evento.

Della Valle, la prima sensazione alla fine di quest’anno intensissimo?

«Molto positiva. L’obiettivo era quello di promuovere i cent’anni di attività sportiva della Triestina con varie modalità, attraverso anche il contributo di dirigenti, allenatori e giocatori artefici di questa storia, ed è stato pienamente centrato».

Spaziando anche oltre il calcio, vero?

«Certo, non è stata solo una mera riproduzione di squadre e allenatori che si sono succeduti in 100 anni: ci sono stati tanti momenti di analisi di come è cambiata la città. Attraverso il ricordo del passato, si è voluta ricreare in città la passione attorno alla squadra che oggi grazie a Mario Biasin e Mauro Milanese è riesplosa».

Il clou è stata la mostra al Salone degli incanti.

«Sì, inaugurata e chiusa in date chiave, ovvero il centenario del preliminare per la fusione di FC Trieste e CS Ponziana, e quello della nascita ufficiale della U.S, Triestina. Ricordo, a fare da prologo alla mostra, i tanti eventi mensili a tema sportivo, culturale, educativo e storico».

Il tutto sotto la regia del Comitato Unione: ha funzionato?

«Sì, il Comitato è nato dall’esigenza di avere una voce unica nella narrazione condivisa, aperta al contributo di tutti, ma inserita in un progetto complessivo coordinato. Il comitato ha proposto le linee guida della manifestazione e fatto da interlocutore con gli enti pubblici e sportivi coinvolti. Il Comune ha coinvolto economicamente nell'organizzazione della mostra altri Enti istituzionali, mentre gli eventi collaterali sono stati gestiti, anche economicamente, dal Comitato».

La cosa più significativa di quei 45 giorni?

«Che il salone non è stato pensato e progettato come un mero spazio espositivo, ma come luogo dove si sono condivise esperienze sportive, culturali, sociali e enogastronomiche. Uno spazio che in 45 giorni è stato visitato da oltre 20mila persone. E poi ricordo l'inaugurazione con una doppia cerimonia: al mattino l’ evento istituzionale, nel pomeriggio la festa dei tifosi, con la squadra arrivata con il Delfino Verde e accompagnata dalla Banda Vecia Trieste».

Può riassumere in numeri tutto quello che è avvenuto in quel mese e mezzo?

«Ci sono stati 20 convegni su tantissimi argomenti, 2 spettacoli teatrali, 2 show di cabaret, 7 concerti di musica leggera, 9 spettacoli di giochi ed animazione, la festa del settore giovanile della Triestina Victory, il centenario della Triestina Nuoto e il ricordo di Marco Luchetta 25 anni dopo. E ancora sfide per beneficenza, tornei di subbuteo, videogiochi e calcio balilla e dirette radiotv delle partite. Senza dimenticare importanti eventi collaterali».

Quali?

«Non possiamo dimenticare il libro “Un secolo - Storia di cento primavere” e il docufilm sui 100 anni alabardati realizzato dallo storico-tifoso Dario Roccavini, il concorso fotografico “L'Unione in Foto”, il concorso “L'Unione fa il Fumetto” e poi tutti gli appuntamenti per il sociale, con il reparto di geriatria del Maggiore, l’ospedale infantile “Burlo Garofolo” e la collaborazione con l'Itis». —
 

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