Cervi: «Ho scelto Trieste perché mi piacciono le sfide»

Il nuovo arrivato alla corte di Dalmasson: «Da ragazzino facevo il portiere ma ero troppo alto. La squadra vale più della salvezza»
Riccardo Cervi a canestro con la maglia dell’Allianz
Riccardo Cervi a canestro con la maglia dell’Allianz

TRIESTE Avrebbe potuto essere il portiere più alto d'Italia. Poi la scelta di giocare a basket e l'inizio di una carriera che, partendo da Reggio Emilia, lo ha condotto prima al sud con la maglia di Avellino quindi al nord con la toccata e fuga a Varese e il successivo approdo a Trieste. Riccardo Cervi riparte dal contratto firmato con l'Allianz per scrivere nuove pagine di una storia cestistica che, a 28 anni, ha ancora molto da raccontare. «Ho scelto Trieste per la comune volontà di crescere- racconta il centro reggiano-. Parlando prima con Ghiacci e poi con Dalmasson ho percepito la ferma determinazione di una società che lotta per salvarsi ma non vuole fermarsi a questo. Non mi piacciono le sfide facili, nessuno mi ha mai regalato nulla: volevo trovare un posto in cui stare bene dentro e fuori il campo e da quello che ho visto in queste prime settimane, credo di aver scelto bene».

Allianz, la corsa salvezza è una questione a quattro
Foto BRUNI Trieste 26.01.2020 Basket serie A1-Pallacanestro TS- Armani Milano--Washington


LA CARRIERA: «Ho iniziato giocando a calcio, non ero questo gran talento ma il pallone era l'unico modo di restare vicino agli amici. Con il passare degli anni sono cresciuto in altezza, il ruolo di portiere si faceva sempre più complicato e la pallacanestro è diventata una scelta obbligata. Tre anni nelle giovanili del Basket 2000 poi a quindici anni il passaggio nella Reggiana". L'esordio in prima squadra nella stagione 2010/2011 contro Sassari in Legadue. Due campionati che si concludono con il ritorno nella massima serie. "Anni importanti nei quali la mia graduale maturazione è coincisa con quella della società. A livello di club i ricordi più belli sono la vittoria della Eurochallenge e il lungo percorso che ci ha portati fino alla finale scudetto. Con la nazionale under 20 la vittoria dell'argento in Spagna con Pino Sacripanti sulla panchina».

LO STOP: Nel 2015/2016 si trasferisce ad Avellino poi, dopo il triennale ancora nella sua Reggio, nel corso dell'estate non arrivano offerte. "E' stata un'estate molto lunga nella quale, dopo aver cambiato procuratore, mi sono guardato un po' attorno. C'era stata un'offerta dalla Spagna che non mi attirava poi un contatto con Brindisi che però non si è mai trasformato in una offerta vera e propria. Ho lavorato da solo cercando di gestire al meglio l'edema osseo che mi ha condizionato poi a fine ottobre è arrivata l'offerta di Varese. Due mesi nei quali, grazie al lavoro del preparatore Barnabà, ho ritrovato una buona condizione fisica». Scaduto e non rinnovato il contratto a Varese, a metà gennaio è arrivata l'offerta di Trieste. Arriva in biancorosso con la voglia e la determinazione di aiutare la squadra a centrare l'obiettivo della permanenza nella categoria. «Credo ci siano le condizioni per centrare la salvezza, la squadra secondo me vale qualcosa in più. Certo bisogna lavorare e trovare nuovi equilibri, personalmente credo di poter dare una mano sia in attacco che in difesa. In difesa cerco di essere una presenza per coprire l'area e aiutare i compagni, in attacco mi piace giocare vicino a canestro ma non disdegno il tiro dalla media distanza".

L'AZZURRO: Sono 46 le presenza in nazionale, una storia interrottasi qualche anno fa. In una nazionale che ha nella mancanza di lunghi uno dei suoi problemi principali, la presenza di un giocatore come Cervi potrebbe essere preziosa. "L'ultima volta che ho parlato con Sacchetti è stato nell'ottobre del 2017 dopo l'operazione al ginocchio- conclude Riccardo-. Da allora non ci siamo più sentiti. Alla nazionale penso, nella consapevolezza che la convocazione non te la regala nessuno e bisogna meritarsela. Anche in questo senso Trieste può essere una grande opportunità». —
 

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