Con l’argento tricolore si chiude la carriera di Federica Macrì

Quelle lacrime alla fine dell’esercizio al corpo libero sono lo specchio dei sentimenti provati dopo un quarto di secolo nel mondo della ginnastica artistica.
A 28 anni Federica Macrì ha deciso di chiudere la propria carriera agonistica. Lo ha fatto in punta di piedi, con classe, la stessa che l'ha contraddistinta sino alla sua ultima esibizione al “Nelson Mandela” forum di Firenze che ha contribuito a far raggiungere la medaglia d'argento tricolore alla sua società di sempre: l'Artistica 81. L’annuncio ufficiale nel prossimo saggio della società.
Nata a Trieste il 22 agosto 1990 l'allieva di Diego Pecar e Teresa Macrì ha scritto pagine importantissime della storia della ginnastica artistica. Da atleta Junior, dopo aver vestito per la prima volta la maglia azzurra al Siska gym international di Lubiana, a 14 anni vince la medaglia di bronzo agli Europei, sia nel corpo libero, che nella gara a squadre assieme a Giorgia Benecchi, Vanessa Ferrari, Roberta Galante e Francesca Benolli. Nel 2005 fa ancora meglio conquistando con la squadra della nazionale azzurra l'oro ai Giochi del Mediterraneo e il bronzo ai giochi della Gioventù europea. L'anno successivo, il 2006, passa alla categoria Senior raggiungendo il risultato più importante di sempre. Agli Europei di Volos, grazie al miglior punteggio italiano al volteggio e all'esecuzione al corpo libero, vince con le sue compagne di squadra Monica Bergamelli, Vanessa Ferrari, Lia Parolari e Carlotta Giovannini la prima medaglia d'oro a squadre della storia per l'Italia. Macrì prende parte poi ai Mondiali di Aarhus, ma un infortunio alla caviglia le proibisce di eseguire l'esercizio al corpo libero, condannando le azzurre a non qualificarsi per la finale. L'anno dopo prende parte alla tappa di Coppa del Mondo di Mosca (settima nella finale alla trave) e ai Mondiali di Stoccarda, dove nella finale a squadre contribuisce a far chiudere l'Italia in quarta posizione, miglior risultato di sempre in questa competizione. Nel gennaio del 2008 si rompe il tendine d'Achille: nonostante l'infortunio viene inserita a sorpresa nella lista delle sei titolari della squadra azzurra di ginnastica artistica a Pechino al posto della concittadina Sara Bradaschia. Federica torna a gareggiare ma senza più riuscire ad eguagliare i fasti di Volos, che assieme alle vette mondiali della Ferrari, è tuttora il punto più alto raggiunto dalla nazionale. —
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