Cormonese, 50 anni dalla storica conquista della Quarta serie Il gioiello di Venier

Una telefonata da San Giorgio di Nogaro informò i grigiorossi che il Lignano aveva perso. Sorpasso in extremis

CORMONS

Una telefonata ti allunga la vita, diceva un famoso spot televisivo: nel caso della Cormonese, invece, la chiamata ricevuta da un telefono fisso di San Giorgio di Nogaro in un tardo pomeriggio di 50 anni fa ha fatto la Storia. Quella di oggi non è infatti una data qualunque per il calcio della città di Cormons.

Proprio in questo giorno di mezzo secolo fa venne scritta infatti la più grande impresa sportiva di sempre per la società grigiorossa. Il 23 maggio 1970, infatti, il club vinceva il campionato regionale di Promozione 1969/70, superando all'ultima giornata il Lignano e salendo così in Quarta Serie, quella che sarebbe poi diventata la più nota C2 e che poi i grigiorossi non poterono disputare per mancanza di fondi. Un traguardo comunque enorme, quello ottenuto sul campo, centrato dalla formazione allenata dal compianto tecnico Marcello Venier, mancato due anni fa e al quale ancora oggi i ragazzi del 1970 sono legatissimi. Un team granitico, che fece della propria difesa insuperabile il proprio principale punto di forza chiudendo la stagione con soli 19 gol subiti, retroguardia meno battuta del campionato.

Ma a rendere ancor più leggendaria quell'annata fu come la Cormonese conquistò la Quarta serie: rimontando in modo del tutto inaspettato il Lignano primo in classifica all'ultima giornata, e venendo a conoscenza della promozione ottenuta grazie ad squalifica e ad una telefonata giunta da San Giorgio di Nogaro.

Ma riavvolgiamo il nastro, e raccontiamo per bene come andarono le cose. La Cormonese, in quella domenica 23 maggio del 1970, era reduce dalla tremenda sconfitta nello scontro diretto di una settimana prima a Lignano: un ko immeritato per 1-0 che permise ai rivieraschi di scavalcare in classifica i ragazzi di mister Venier, ormai quasi rassegnati nella passerella finale in casa contro il Cremcaffé Trieste. Bisognava vincere e sperare che il Lignano venisse fermato sul campo della Sangiorgina. «Il nostro mediano Furlani era squalificato e così fu inviato a San Giorgio di Nogaro a verificare che la partita si giocasse con sportività - ricorda Paolo Perin, uno dei pilastri di quella Cormonese 1969/70 - noi disputammo la nostra partita e vincemmo per 4-0 senza grossi problemi contro il Cremcaffé ma non avevamo idea di cosa stesse avvenendo tra Sangiorgina e Lignano». Dove stava accadendo davvero di tutto: «La Sangiorgina era passata in vantaggio per 1-0, e il Lignano ottenne un rigore che poi sbagliò - racconta Perin - ma noi lo sapemmo solo a cose avvenute: all'epoca non c'erano telefonini e tanto meno internet».

Chi sapeva tutto in diretta era Furlani, che col cuore in gola vide tutto il finale del match di San Giorgio, che terminò per 2-1 a favore dei padroni di casa regalando alla Cormonese l'inattesa promozione in Quarta serie. «Ad un certo punto, mentre eravamo già negli spogliatoi, ricevemmo una telefonata: era Furlani che ci avvertiva tutto emozionato dell'impresa della Sangiorgina. Il Lignano aveva incredibilmente perso: eravamo campioni. Iniziarono i festeggiamenti: montammo sulla jeep del vicepresidente Della Rovere e facemmo dei caroselli in città, per poi andare a cena in un locale di Buttrio».

L'impossibilità, per la piccola società che era la Cormonese, di affrontare un campionato esoso ed impegnativo come la Quarta serie costringe la società dell'indimenticato presidente Godeas a rinunciare alla promozione: salì così di categoria proprio il Lignano. «Ma noi eravamo contenti dell'impresa fatta» racconta Perin. E dopo 50 anni l'eco di quell'impresa riecheggia ancora per le strade ed i campi di calcio di Cormons. «Eravamo un bel gruppo» aggiunge Perin. Eccoli, allora, i cavalieri che fecero l'impresa: il portiere Bevilacqua, i terzini Zamaro e Sabbadin, il mediano Furlani, lo stopper Maiero, il libero Tuzzi, l'ala destra Gaiatto, la mezzala destra Derossi (capocannoniere della squadra con 10 reti), quella sinistra Perin, l'ala sinistra Esente, il centravanti Marini. E poi, sempre pronti a subentrare i vari Martellossi, Todone, Felcaro e Piani. —

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