Cossara, un triestino celebrato tra i “big” del rugby azzurro

TRIESTE. C'era anche un triestino fra i grandi del rugby azzurro premiati recentemente allo stadio Olimpico, prima della vittoriosa partita con la Francia nel "Sei Nazioni". Si tratta di Umberto Cossara, classe '48, più volte capitano della Nazionale azzurra della palla ovale, nelle due stagioni sportive 75-76 e 76-77, ma anche ex calciatore del Ponziana degli anni '60, quello per intendersi, che seppe forgiare giocatori capaci di conquistare il titolo italiano dei dilettanti.
«Nello sport non ho fatto nulla di eccezionale - si schermisce con la consueta umiltà Cossara - semplicemente ero troppo alto per giocare a calcio ai massimi livelli, pur essendo uscito da una grande fucina di ottimi giocatori, come il Ponziana. Perciò passai al rugby, su invito di alcuni compagni di scuola. A quei tempi frequentavo il Volta - ricorda - e la squadra di rugby dell'istituto era molto valida. Cominciai bene e, passo dopo passo, arrivai alla serie A e alla maglia azzurra»
È modestia pura quella di Umberto, perché gli ex compagni del Ponziana ne dicono un gran bene sia come calciatore sia come uomo. «Era sempre un compagno di squadra straordinario» sostiene Fabio Dapas, portiere biancoceleste di quegli anni. Mentre come rugbista di valore assoluto depongono a favore di Umberto Cossara i risultati conseguiti: «Ho collezionato circa 25 presenze nella nazionale maggiore - racconta Cossara - e in alcune di queste occasioni ho indossato la fascia di capitano, soprattutto in partite all'estero».
Ma Cossara è stato anche validissimo giocatore di club: nel Treviso per quattro anni fece contemporaneamente da allenatore e giocatore, a conferma di un talento naturale e disciplinato al contempo, perché il ruolo di capitano è decisivo in uno sport come il rugby.
Oggi Cossara si alterna fra il Veneto e Trieste, dove vivono la madre e le sorelle. «Torno a Trieste ogni volta che i vecchi compagni del Ponziana mi chiamano per qualche occasione di rimpatriata - spiega - perché i rapporti di amicizia fra di noi, anche a distanza di tanti anni, hanno basi molto solide».
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