Da Maran a Tesser, a Gotti: gli ex tecnici della Triestina che ora spopolano al vertice

TRIESTE. Alla fine di un 2019 che ha visto alternarsi tre allenatori in poche settimane sulla panchina della Triestina, vale la pena soffermarsi sull’anno di gloria di alcuni ex tecnici alabardati, che all’epoca hanno concluso la loro esperienza con l’Unione fra qualche mugugno dei tifosi o addirittura esonerati. Giusto per ricordare che i giudizi su qualsiasi mister dovrebbero essere più ponderati, o quantomeno meno affrettati.
Di certo il nome più gettonato del momento è quello di Rolando Maran. I suoi due anni sulla panchina della Triestina in serie B dal 2007 a 2009, hanno visto l’Unione prima salvarsi con grande anticipo e poi sfiorare i play-off. Ma in quel finale di stagione si sentirono anche cori di protesta, per chi voleva evidentemente di più, non riconoscendo che da quella formazione probabilmente era stato spremuto il massimo possibile.
Che poi Maran si sia costruito negli ultimi anni una solida carriera in serie A è noto: ha allenato con molte soddisfazioni Catania e Chievo, tanto che poi il Cagliari ha scelto anche di affidargli una squadra di valore, che non avesse come obiettivo solamente la salvezza. Ebbene la compagine sarda è al sesto posto in serie A, anzi prima delle due ultime sconfitte e a pochi minuti dal termine della partita con la Lazio, era addirittura in lotta per il terzo posto. Insomma ora Maran lotta per l’Europa.
Altro allenatore che, ancora più indietro nel tempo e sempre in serie B, fu per due stagioni (dal 2003 al 2005) alla guida dell’Unione, è Attilio Tesser. Un primo campionato di metà classifica con molti giovani, un secondo con la salvezza acciuffata ai play-out contro il Vicenza, ma già in pieno ciclone Tonellotto. Nonostante si sia trovato a lavorare in un contesto difficile, all’epoca anche lui ebbe le sue critiche. La carriera lo ha portato tra tanti alti e bassi, con la ciliegina della doppia promozione con il Novara fino alla serie A.
Per lui comunque il 2019 è stato speciale, e purtroppo ne sa qualcosa la Triestina, che si è vista negata la promozione lo scorso campionato solo dalla strepitosa stagione del Pordenone, guidato proprio da Tesser. Ma non è tutto, perché dopo questi primi mesi in serie B, i neroverdi sono la grande sorpresa della cadetteria: come definire altrimenti una matricola che deve giocare le partite in casa a Udine e si trova addirittura al secondo posto?
E a proposito di Udine, ricordate Luca Gotti? Qui a Trieste durò poco: fu chiamato per essere il successore proprio di Maran, ma dopo otto giornate fu esonerato per fare posto a Somma, che a sua volta poi cedette la panchina ad Arrigoni. Come finì quell’annata, con il disastroso play-out con il Padova, purtroppo lo ricordano tutti. Da allora Gotti aveva fatto solamente il vice, prima di Donadoni, poi di Sarri al Chelsea (con vittoria dell’Europa League) e quindi di Tudor all’Udinese, ma dopo l’esonero del croato a inizio novembre è diventato l’allenatore titolare. Sembrava un passaggio temporaneo, e invece Gotti è sempre più saldo in sella.
Ma anche ex giocatori alabardati proprio di quegli anni si stanno facendo valere in panchina. Ad esempio Roberto D’Aversa, per qualche mese a Trieste in quella disgraziata annata del play-out con il Padova, e ora fra i tecnici più apprezzati in serie A sulla panchina del Parma, che ha portato in alto con un doppio salto dalla C. E ultimamente ecco salito alla ribalta anche Michele Mignani (alabardato tra il 2006 e 2007), che dopo le finali play-off con il Siena, da tre settimane è stato chiamato sulla panchina del Modena. Dove, come purtroppo sa bene anche la Triestina, ha debuttato con tre vittorie.
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