De Pol: «Pallacanestro Trieste ha dato un segnale di risveglio»

TRIESTE. «La partita di Cantù, al netto delle criticità che un risultato negativo porta con se, può essere un passo in avanti per la fiducia di alcuni giocatori. La capacità di lottare e il rifiuto di arrendersi alla sconfitta possono essere un segnale importante. Caratteristiche che una squadra dovrebbe avere sempre e che Trieste nelle ultime settimane aveva perso». Alessandro De Pol, con la disponibilità e la competenza di sempre, analizza per noi il momento della formazione di Jamion Christian. «Parto dal presupposto che non è possibile andare in fondo alle situazioni che hanno portato Trieste a vivere un periodo così difficile. Possiamo parlarne da fuori, analizzando ciò che vediamo nel corso delle partite, ma le dinamiche interne allo spogliatoio le conoscono solo i diretti protagonisti - sottolinea De Pol -. Questa ritrovata fiducia deve diventare adesso un punto di partenza sul quale lavorare. Una sconfitta, seppure onorevole e giunta al termine di quaranta minuti nel corso dei quali la squadra ha battagliato, rimane una sconfitta. Bisogna ricominciare da ciò che non è andato, a partire da una difesa che continua a essere il punto debole di questa squadra. Subire oltre novanta punti a partita non è accettabile, può essere un'eccezione ma se diventa la regola significa che qualcosa non va».
Cantù ha cambiato le prospettive
Il match di sabato scorso a Cantù ha cambiato la percezione di questo gruppo. Nato per essere, nella sua profondità e intercambialità nei ruoli, un valore aggiunto e ritrovatosi a sei mesi dall'inizio del campionato un problema da gestire. «A Cantù, coach Christian ha fatto giocare tanto quei giocatori che hanno prodotto in termini di punti ma è qualcosa che puoi fare oggi, in questa fase intermedia del campionato, non certo in previsione dei play-off. Guarda la Fortitudo, ha dovuto fare i conti con l'infortunio di Fantinelli e nel giorno in cui un paio di giocatori hanno giocato sotto le aspettative si sono trovati in difficoltà rimediando una sconfitta pesante e sorprendente sul campo di Casale Monferrato. Nelle prossime sfide bisogna riuscire a trovare un equilibrio perchè, soprattutto con giocatori come Filloy, non puoi pretendere di alzare così tanto i minutaggi».

Domenica contro Agrigento
Domenica, contro Agrigento, sarà importante tornare a fare risultato. Con la curiosità di vedere come il pubblico triestino risponderà alla chiamata della società. Contro la Luiss Roma, nell'ultimo impegno casalingo, erano stati poco più di 1600 gli spettatori presenti sugli spalti. «Credo che cercare di arrivare più in alto possibile sia nell'interesse di tutti poi, come sempre succede - conclude De Pol - dovrà essere la squadra ad accendere e trascinare i tifosi. In questo momento i risultati non stanno arrivando, personalmente credo che non far sentire il supporto ai giocatori sia sbagliato ma capisco che chi paga un biglietto ha tutto il diritto di decidere cosa sia meglio fare. L'impressione è che manchi la fiducia in una società che non sta riuscendo a mantenere le promesse fatte a inizio stagione e che non si capisce in che direzione stia andando. Un aspetto che non solo a Trieste ma in qualsiasi piazza è fondamentale per accendere l'entusiasmo».
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