Divorzio tra Allegretti e il Primorje neopromosso

Il tecnico ha appena portato i giallorossi in Eccellenza. «Realizzato un sogno ma sento che il mio ciclo è finito»



Chiusa la stagione agonistica (quella ufficiale finirà a fine giugno), inizia subito il momento per pensare alla stagione che verrà: primi ad essere interessati, gli allenatori che, quest’anno, sembra siano protagonisti di un vero tornado.

La logica vuole che ogni società, prima di pensare ai giocatori da inserire in rosa, valutino l’allenatore che dovrebbe essere il perno della programmazione, quello con cui condividere il programma che poi investe il parco giocatori. Non sempre è così, ed infatti, sarà a gennaio se non prima, il giochino che racconta che «venti giocatori non si possono cambiare, allora meglio sostituire uno solo, vale a dire il mister».

Tutti abituati, comunque, per cui non fa impressione il cambio di panchina,a meno che non arrivi, anche piuttosto seccamente, dopo una bella promozione. È accaduto a Prosecco, in casa Primorje, appena approdato per la prima volta nella sua storia, nel massimo campionato regionale dopo un lungo testa a testa con la Pro Cervignano e la finale dei play-off con Codroipo. Grandi festeggiamenti della squadra, rattristati dalla quasi immediata dichiarazione, piuttosto secca, di Riccardo Allegretti. Milanese, classe ’78, bandiera in maglia alabardata con le sue indimenticabili punizioni: dopo tre stagioni, la chiamata del Bari in serie A, poi a Grosseto e, nel 2011, ritorno alla Triestina, allora in Lega Pro, nell’annata che finisce con retrocessione e fallimento. Svincolato, va al Monza, poi al Benevento.

Tornato a Trieste due stagioni fa, Riccardo aveva assunto la responsabilità del settore giovanile della società giallorossa fino a prendere il posto del dimissionario Davide Ravalico sulla panchina della prima squadra. Quest’anno a lungo in testa al campionato, poi concluso alle spalle di Cervignano causa un periodo difficile nel fine stagione, con finale però che permette di centrare l’obiettivo promozione: «Mi godo questo successo - sottolinea Allegretti - perché è stata un’annata difficile e pesante ma abbiamo coronato comunque il sogno. Siamo stati bravi: non abbiamo mai mollato fino a raggiungere il nostro obiettivo. Però, penso che il mio ciclo al Primorje si sia completato. Nessuna idea ancora sul futuro, nessun contatto avviato con altre società. L’unica cosa certa è che partirò la prossima settimana per andare a fare il corso Uefa A per allenare nei professionisti. Certo, un po’ di malinconia, perché quando si riesce a conquistare qualcosa di importante, per la maniera in cui l’abbiamo conquistata, è chiaro che si vorrebbe dare continuità al lavoro iniziato. Credo, però, che non esistevano più i presupposti per andare avanti. Mi porterò dietro bellissimi ricordi, ringrazio chi mi ha dato la possibilità di sedere sulla panchina giallorossa, i giocatori che mi hanno dato tantissimo, tutto lo staff, ma ora devo guardare altrove». —

Riproduzione riservata © Il Piccolo