Don Bosco, la retrocessione diventa l’occasione per avviare la ricostruzione

Qualche rammarico c’è, ci mancherebbe ma alla fine restano ben pochi rimpianti e lo sguardo è già rivolto alla (ri)costruzione in vista della prossima stagione sportiva.
Il Don Bosco accetta (quasi) con filosofia la retrocessione nella serie D di pallacanestro, un verdetto maturato dopo una fase play-out che ha visto gli isontini dell'Asar Romans alla fine meritare la permanenza in serie C Silver, vincendo le due gare degli spareggi facendo valere sul parquet sia all’andata che al ritorno la maggiore esperienza e più importante fisicità del proprio organico.
La politica giovanile dei salesiani insomma in questa stagione non ha pagato come la società avrebbe desiderato, o almeno ha regalato un tasso dignitoso solo in termini di apprendistato e di buon minutaggio a favore di un gruppetto di giocatori da allevare in prospettiva o forse da concedere ad altri lidi societari. Si, perché il percorso compito dal Don Bosco nella ex serie C2 di basket è quindi comunque servito intanto a regalare una vetrina niente male a più di qualche giovane di casa, vedi il 2003 Stefano Longo, guardia di 1.92, il fatidico ragazzo “futuribile” dotato di buona impostazione al tiro, fisico e possibile adattabilità anche al ruolo di play. Il Don Bosco lo ha lanciato spesso e volentieri tra i titolari in quintetto base e lui ha ripagato la fiducia ricevuta nel migliore dei modi, stimolando l'interesse di diversi club, anche di serie A1. E che dire di Polo e Venier, altri prodotti del vivaio del Don Bosco, entrambi classe 2003: loro hanno giocato magari meno di Longo ma quanto fatto vedere, addizionato al dato la cifra anagrafica, sembrar anche qui poter sortire un discreto mercato.
«Possiamo dire che Romans ha in fondo meritato la salvezza in questa serie play-out – ha ribadito l'allenatore del Don Bosco, Luca Daris -: ha vinto le due gare e su questo non possiamo dibattere molto. Più importante per noi è guardare invece al futuro, a una ripartenza dalla serie D facendo nel contempo tesoro di quanto vissuto in questa stagione».
Ma come potrebbe presentarsi il Don Bosco ai nastri di partenza del prossimo campionato? I due veterani, ovvero Carlin e Catenacci, molto probabilmente sono arrivati a fine carriera, mentre l'altro nucleo di rampanti, tutti con un’età tra i 20 e 22 anni come Balbi, Venturini, Bratos, Boniccioli e Pecchi, potrebbero rappresentare l'asse portante per la missione del ritorno in Silver. Già, “potrebbero”, visto che restano da valutare quanto potrebbe accadere sul mercato oltre agli stimoli personali. «Proveremo a trattenerli - garantisce Luca Daris – sono ancora giovani ma allo stesso tempo abbastanza esperti». E il coach? Anche qui il punto è al momento da definire, alla luce degli impegni professionali dello stesso Daris (docente universitario spesso impegnato all'estero) il quale auspica: «Anche qui bisognerà vedere tutto – chiosa il tecnico – ma vedrei alla guida del Don Bosco in D un allenatore più giovane....». —
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