Dopo i muli velisti godiamoci quelli biancorossi, solo in tv

Adesso li aspettiamo di ritorno a casa “I magnifici sette del nostro Golfo”: per abbracciarli e ringraziarli. Ci hanno tenuto svegli, ci hanno entusiasmato, ci hanno fatto sognare. Lo ha fatto mezza Italia e forse più. Ma in una città che vive e respira mare come la nostra, la percentuale si alza e non di poco.
Hanno vinto i “defender”, hanno perso i “challenger”. Giusto così! Perché (quasi sempre) nello sport vince il più forte, il migliore. Ma soprattutto ha vinto una religione, un culto, una ragione di vita, com’è la vela in Nuova Zelanda, all’altro capo del nostro mondo. Vela e rugby, barche e palla ovale, marinai eccellenti e danza maori per gli invincibili All Blacks. Laggiù lo sport è questo. Che diritto avevamo noi, pur essendo Paese di poeti e navigatori, di strappare loro la coppa America? Forse avremmo compiuto lo stesso abuso che esattamente 55 anni or sono un dentista coreano di nome Pak Doo Ik perpetrò ai danni degli azzurri, mandandoli a casa nel mondiale di calcio inglese. Ma lo sport affascina proprio per questo: non sempre “deve” vincere il migliore. Anche Paron Rocco sperava così…
Stavolta però è successo: hanno vinto i migliori, ha vinto la storia e la cultura di un popolo che vivendo circondato da un mare splendido, di mare si nutre. Però, la “compagnia” di Vascotto li ha fatti tremare e non poco, almeno fino a quel incredibile 3 pari ! Ci riproveranno, è stato promesso, da chi in questa avventura ci mette vagonate di milioni ed un lavoro straordinario. Torna a casa Vasco, abbiano tante altre sfide aperte, di quelle per le quali fai il tifo e tanto ti piacciono. Vuoi che ne parliamo? Pronti! Aspettando che si trovi il giusto vaccino contro la “pareggite” alabardata, chiedo alla Palla se i dieci potenziali punti lasciati sul campo nelle ultime cinque partite, siano dei punti persi oppure i cinque messi in classifica siano punti guadagnati? Nel primo caso saremmo stati ancora in tempo per giocarci forse una promozione diretta; ma se non fossero arrivati i pareggi muovi-classifica, faremmo adesso i conti con la parola “fallimento”. Accontentiamoci, suggerisce la Palla… Missione play-off è la nuova e definitiva parola d’ordine, da qui a fine stagione. E domani sera, in tv davanti a tutta Italia, la Trieste del basket deve accontentarsi del tanto fino sino ad oggi o può regalarci un’altra impresa stile Forum? In casa Allianz giurano di crederci e provarci, contro quella che bene o male resta l’ultima squadra ad aver vinto in Italia lo scudetto sul campo. Trieste vs Venezia è sfida che affascina, oltre ad essere il match clou della giornata. Concordiamo con Ghiacci e Dalmasson: fa proprio male giocarla senza pubblico. Quante volte l’abbiamo ripetuto! Se poi ci mettete la ciliegina di un triestino miglior giocatore italiano nelle file granata, gli ingredienti per la più imperdibile delle partite ci son proprio tutti. E allora è proprio la Palla che per una volta vuol fare una domanda, a Coronica e Cavaliero: “ma un modo per limitare Stefano Tonut, voi che lo conoscete bene, l’avete giù suggerito a Dalmasson…”? Ma forse conosciamo già la risposta. “Guarda che il coach quel birbante lo conosce da tempo, meglio di noi”. Buona partita e buona domenica, anche se solo davanti alla tv …. —
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