È una Triestina che non segna: 7 gare e un solo gol su azione

TRIESTE Al di là della rete subita nel finale dal Modena, frutto di una serie di errori dovuti probabilmente alla foga di cercare il vantaggio, la cura Gautieri per dare equilibrio e compattezza alla Triestina sta sicuramente funzionando: nelle ultime quattro partite, infatti, la squadra ha davvero rischiato poco dimostrando una certa solidità. Il problema, però, è che l’attacco è andato quasi completamente in panne. Che sia motivo proprio di questa ricerca dell’equilibrio, oppure che derivi da cause originarie delle caratteristiche dell’organico, sta di fatto che l’Unione fa davvero poco paura alle difese avversarie.
Dopo le scoppiettanti vittorie con Padova e Fermana all’esordio dell’era Gautieri, da quel momento la Triestina è tra le più sterili del lotto e i numeri lo certificano in modo impietoso. Nell’ultimo mese e mezzo, ovvero nelle sette partite giocate dagli alabardati da fine ottobre in poi, la Triestina è andata a segno solamente 3 volte. Non solo: due di queste reti sono arrivate su calcio di rigore, mentre la terza, quella di Mensah nel recupero con il Sudtirol, per un gentile regalo altoatesino. Sono numeri davvero preoccupanti per una rosa che doveva avere nella sua capacità offensiva una delle armi migliori per scalare la classifica. E che invece non riesce più a segnare su azione e su manovra, e non incide neanche sugli sviluppi dei tanti corner che raccoglie (a parte Vicenza, ma quella era Coppa Italia).
Un’involuzione che è uno dei tanti dati deludenti di questa stagione alabardata. Va detto che almeno sul piano della costruzione e della pericolosità offensiva qualche passo avanti è stato fatto nelle ultime partite: in precedenza, sia nei successi con Fano e Sudtirol, sia nelle sconfitte con Vicenza, Feralpi e Carpi, l’Unione aveva davvero costruito molto poco, preoccupata forse di mantenere soprattutto equilibrio e distanze in campo. Poi a Imola si è accesa una piccola scintilla nel finale, mentre con il Modena il primo tempo è stato arrembante, ma pur costruendo diverse situazioni pericolose, gli alabardati non sono riusciti a buttarla dentro, cosa altrettanto preoccupante in prospettiva.
Gautieri da un mese affermava di dover lavorare negli ultimi 16 metri, e lì qualche progresso c’è stato, ora il mister ha detto che bisognerà concentrarsi sugli ultimi 7-8 metri, in pratica sul tiro decisivo, sulla zampata finale per battere il portiere avversario. Qui si sta pagando il momento grigio di Granoche (domenica ha avuto un’ottima occasione sprecata di testa), la poca lucidità di Gomez che si danna in un lavoro oscuro, la scarsa vena di Costantino, ammirevole per furore agonistico ma poco concreto. Inoltre, rispetto allo scorso anno, mancano i gol del centrocampo e soprattutto le numerose reti che avevano realizzato Maracchi e Steffè, anche per iniziali problemi fisici o per minor utilizzo. Anche qui comunque, con i due triestini a poter agire da mezzali e con maggiori poteri da incursori, qualche passo avanti col Modena si è visto. La strada intrapresa col modulo è probabilmente quella buona, ora va però perfezionata la fase realizzativa. —
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