È uno Squalo formato F1 «Un bell’inizio ma calma»

dall'inviato
BOLOGNA. Indizi. Pesanti. Accostamenti, intriganti. Non è mai stato “fermo” Vincenzo Nibali nelle cronometro, è vero, ma in una prova “mordi e fuggi” di 8 km lo Squalo non era forse mai andato così forte. Ha stupito specie nel tratto in pianura quando ha spinto la sua Merida (ruota lenticolare posteriore e anteriore a profilo alto) a oltre 55 km all’ora di media. L’accostamento con la McLaren, una delle regine della F1, è naturale. Da quando la casa automobilistica inglese è entrata nella Bahrain-Merida (sempre soldi del principato sono), il team ha alzato l’asticella su nuove tecnologie, aerodinamica e altro. Ieri Nibali era poi seguito da un’ammiraglia particolare, una fiammante McLaren. E la sua media è stata super, prova di una grande condizione. Sua, ma anche di tutta la squadra. Damiano Caruso è arrivato solo a 40” dal vincitore, Domenico Pozzovivo non molto dietro. Insomma, dietro al capitano c’è una squadra, in condizione non poca cosa alla vigilia di tante battaglie.
E il 34enne siciliano, anche ieri attorniato dalla folla, applaudito sul percorso e osannato alla fine, insomma vero centro di gravità permanente del Giro, alla fine si è detto più che soddisfatto del terzo posto: «Era una crono difficile, conoscevo bene la salita, dovevo spingere in pianura e gestire in salita - ha detto -. Io più forte di Dumoulin? Magari non ha fatto una prestazione super, ma vedremo più avanti. Roglic è invece andato fortissimo. Come Yates. Ma è presto, sono prudente, l’importante è stare bene». La folla lo ha trascinato. «Ma ho avuto timore, brava la moto della polizia a farmi strada». Il patatrac dell’Alèpe d’Huez al Tour è sempre nella sua testa. Ed è il minimo. —
A. S.
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