EFFETTO WIMBLEDON SPERANDO NELL’EXPLOIT
In una giornata uggiosa nella quale l’inedia moltiplica le occasioni di dare fiato ai luoghi comuni, uno ieri è stato definitivamente sfatato: che a Londra piove tanto e a Roma no. In quanto a precipitazioni, quest’anno il Foro Italico fa concorrenza a Wimbledon. Ieri sono saltati tutti i match: niente esordio per Roger Federer, che avrebbe affrontato il portoghese Joao Sousa, e per Novak Djokovic alle prese con il giovane canadese Shapovalov; rinvio della sfida post-adolescenziale tra Stefanos Tsitsipas e Jannik Sinner; opportunità per Rafa Nadal di concentrarsi – anziché sul suo avversario, il francese Chardy – sul misterioso gioco da tavolo che appassiona lui, il coach Moya e gli altri del team maiorchino. Sapremo dunque solo oggi se gli italiani ripeteranno un’impresa attesa da 40 anni: approdare in quattro al terzo turno degli Internazionali. Dopo aver eliminato Zverev, Matteo Berrettini è ora in comoda attesa del vincitore tra l’argentino Schwartzman e lo spagnolo Ramos-Vinolas. Devono invece ancora sudarsi l’ingresso agli ottavi Sinner contro Tsitsipas, Fabio Fognini, opposto al moldavo Radu Albot, e Marco Cecchinato, che avrebbe già dovuto affrontare martedì il tedesco Kohlschreiber. Nel 1979 si qualificarono per il terzo turno Panatta, Barazzutti e Bertolucci, più il giovane Ocleppo. Cinque anni più tardi ci riuscirono in tre: ancora Ocleppo, il fratellino di Panatta, Claudio, e Cancellotti. Se Sinner superasse il turno, sarebbe il più giovane ad andare così avanti dopo Becker e Carlsson. Sono sogni del tutto legittimi dopo ore a scrutare il cielo carico di pioggia. —
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