Ewan fulmina Viviani I big già in modalità tic tac

Australian cyclist Caleb Ewan of Lotto Soudal team (C), celebrates after crossing the finish line to win the 8st stage of the 102nd Giro d'Italia cycling race, over 239 km from Tortoreto Lido to Pesaro, Italy, 18 May 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Australian cyclist Caleb Ewan of Lotto Soudal team (C), celebrates after crossing the finish line to win the 8st stage of the 102nd Giro d'Italia cycling race, over 239 km from Tortoreto Lido to Pesaro, Italy, 18 May 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

dall'inviato

PESARO. Andate a dirlo a Caleb Ewan che tutti ieri da Tortoreto Lido a Pesaro, nella tappa più lunga del Giro (239 km), già pensavano alla cronometro di San Marino. Andate a dirlo a Damiano Cima (Nippo Fantini) e Marco Frapporti (Androni), che hanno provato la fuga da lontano; o alla maglia verde Giulio Ciccone (Trek Segafredo), che se n’è andata dal gruppo nel finale di gara, quando i girini avevano lasciato l’Adriatica per i saliscendi carichi di trappole dell’entroterra. Trappole, compresa la strada scivolosa, con la pioggia che faceva capolino ma non rovinava il finale. Quanto basta però per indurre i big a stare davanti e tenere gli occhi aperti (Conti, sempre in rosa e Nibali su tutti).

Morale: proprio l’australiano Ewan capisce che la gamba è buona, mette la sua Lotto Soudal a tirare, riprende i fuggitivi e poi si gioca domina la volata sul Lungomare di Pesaro. Sa che a 200 metri dall’arrivo c’è una curva a destra. Sa che se hai la gamba buona ed esci da quella curva tra i primi tre, vinci. E così fa. Pascal Ackermann (Bora), il più in forma, lancia lo sprint, Ewan lo infilza, Elia Viviani (Deceuniunck) non riesce a rimontare. Da quella curva non era uscito tra i primi tre e forse le sue gambe hanno pagato chilometraggio e salitelle nel finale. Rivincita? Martedì a Modena.

Perché oggi sarà il gran giorno della cronometro. I big hanno iniziato la partita a scacchi. Primoz Roglic (Jumbo, partirà alle 15.40) lo stra-favorito: «Sarò io l’unico avversario di me stesso», dice. Si sente forte. In 10 km piatti alla Tirreno (vinta di 1” su Adam Yates il gemello di Simon) ha dato 23” a Nibali; al Giro 2016, favorito dalla strada asciutta, nella crono del Chianti vinta, staccò lo Squalo di 2’13”. Un anno fa il confronto al Tour saltò causa spettatore incauto sull’Alpe d’Huez fatale a Nibali. Nell’entourage dello Squalo (start alle 15.28) indicano nel minuto di distacco la soglia per far festa.

Il ct azzurro, Davide Cassani, che quelle strade le percorre a occhi chiusi, concorda. Simon Yates (Mitchelton, start alle 15.31): «L’ho visat, non vedo l’ora di correrla», dice con la solita sicurezza che sconfina in una (pericolosa) presunzione. Oggi è il giorno della verità. Manco a dirlo il meteo prevede pioggia. E tanta. —

A.S.

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