Ewan fulmina Viviani I big già in modalità tic tac

dall'inviato
PESARO. Andate a dirlo a Caleb Ewan che tutti ieri da Tortoreto Lido a Pesaro, nella tappa più lunga del Giro (239 km), già pensavano alla cronometro di San Marino. Andate a dirlo a Damiano Cima (Nippo Fantini) e Marco Frapporti (Androni), che hanno provato la fuga da lontano; o alla maglia verde Giulio Ciccone (Trek Segafredo), che se n’è andata dal gruppo nel finale di gara, quando i girini avevano lasciato l’Adriatica per i saliscendi carichi di trappole dell’entroterra. Trappole, compresa la strada scivolosa, con la pioggia che faceva capolino ma non rovinava il finale. Quanto basta però per indurre i big a stare davanti e tenere gli occhi aperti (Conti, sempre in rosa e Nibali su tutti).
Morale: proprio l’australiano Ewan capisce che la gamba è buona, mette la sua Lotto Soudal a tirare, riprende i fuggitivi e poi si gioca domina la volata sul Lungomare di Pesaro. Sa che a 200 metri dall’arrivo c’è una curva a destra. Sa che se hai la gamba buona ed esci da quella curva tra i primi tre, vinci. E così fa. Pascal Ackermann (Bora), il più in forma, lancia lo sprint, Ewan lo infilza, Elia Viviani (Deceuniunck) non riesce a rimontare. Da quella curva non era uscito tra i primi tre e forse le sue gambe hanno pagato chilometraggio e salitelle nel finale. Rivincita? Martedì a Modena.
Perché oggi sarà il gran giorno della cronometro. I big hanno iniziato la partita a scacchi. Primoz Roglic (Jumbo, partirà alle 15.40) lo stra-favorito: «Sarò io l’unico avversario di me stesso», dice. Si sente forte. In 10 km piatti alla Tirreno (vinta di 1” su Adam Yates il gemello di Simon) ha dato 23” a Nibali; al Giro 2016, favorito dalla strada asciutta, nella crono del Chianti vinta, staccò lo Squalo di 2’13”. Un anno fa il confronto al Tour saltò causa spettatore incauto sull’Alpe d’Huez fatale a Nibali. Nell’entourage dello Squalo (start alle 15.28) indicano nel minuto di distacco la soglia per far festa.
Il ct azzurro, Davide Cassani, che quelle strade le percorre a occhi chiusi, concorda. Simon Yates (Mitchelton, start alle 15.31): «L’ho visat, non vedo l’ora di correrla», dice con la solita sicurezza che sconfina in una (pericolosa) presunzione. Oggi è il giorno della verità. Manco a dirlo il meteo prevede pioggia. E tanta. —
A.S.
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