Fedriga sul disimpegno dalla Pallacanestro Trieste: «La Regione si tutelerà in ogni sede opportuna»
Per il governatore sarebbe una grave mancanza di rispetto verso il territorio. L’assessore comunale allo Sport Lodi: «Confidiamo in un’interlocuzione»

La Regione Fvg non starà a guardare passivamente il disimpegno dalla città da parte dell’attuale proprietà della Pallacanestro Trieste. È il messaggio, piuttosto chiaro, che il governatore Massimiliano Fedriga, assieme al vicegovernatore con delega allo Sport Mario Anzil, ha lanciato martedì richiesto di un commento sulla notizia della volontà del presidente Paul Matiasic di trasferire il titolo a Roma per entrare nella partita della nascente Nba Europe.
«L’amministrazione regionale non può che ritenere inverosimili le indiscrezioni di stampa relative al possibile trasferimento in altra sede del titolo sportivo di Serie A della Pallacanestro Trieste, unitamente al diritto a partecipare alla Basketball Champions League – la dichiarazione del governatore –. Se viceversa questa ipotesi dovesse corrispondere a realtà ci troveremmo infatti di fronte ad una grave mancanza di rispetto nei confronti di un intero territorio e delle sue istituzioni che hanno prima accolto e poi sostenuto – finanziariamente e non solo – la nuova proprietà».
Impianto luci e audio del PalaTrieste saranno rifatti con un contributo della Regione di oltre 300 mila euro, mentre sempre uno stanziamento regionale di 360 mila euro ha di fatto permesso nel dicembre del 2024 di chiudere l’intesa per il prolungamento della gestione dell’impianto di via Flavia. La convenzione della durata di nove anni era in scadenza al 31 agosto del 2025, riconoscendo alla società un importo di 170 mila euro per il 2024 e di 70 mila per il 2025, in assenza di una proroga, e un totale di quasi 3,4 milioni di euro. L’operazione si è potuta perfezionare anche grazie a un contributo a sostegno delle spese per i costi di gestione di impianti sportivi al chiuso della Regione Fvg, richiesto dal Comune di Trieste, per un importo di 360 mila euro che è stato riconosciuto alla Pallacanestro Trieste.
La proprietà, però, per il governatore Fedriga, ha anche «beneficiato del forte legame da sempre intercorso fra la città e la sua squadra e della grande passione che storicamente unisce il binomio basket-Trieste». «Di conseguenza l’amministrazione si riserva di verificare la fondatezza di queste notizie ed eventualmente tutelarsi in ogni sede opportuna», concludono presidente e vicepresidente della Regione.
Già alle prese con la tegola Triestina e i mancati pagamenti per l’utilizzo del Rocco, il Comune non ha nascosto la propria inquietudine. «Le notizie di stampa certamente destano apprensione tra i tifosi ed attenzione da parte degli enti pubblici che sono al fianco di tutte le realtà sportive e delle squadre di vertice – ha affermato l’assessore allo Sport Elisa Lodi –. Con la dirigenza della pallacanestro confido che ci sia una interlocuzione su questo tema». La società a ieri non era stata ancora contattata. «Ovviamente lo faremo quanto prima», ha precisato Lodi.
Già presidente della Pallacanestro Trieste, un ruolo che gli è costato e da cui è stato scottato, e già sindaco della città, il consigliere regionale dem Roberto Cosolini resta un triestino appassionato che spera «le voci siano non vere e il progetto di Matiasic continui a Trieste».
«Gli va dato atto di averci messo un sacco di soldi e di non aver avuto partnership o sponsor di grande aiuto – afferma Cosolini –, ma è anche vero che questa a Trieste non è una brutta sorpresa inattesa e immagino che chi viene per di più con la mentalità americana queste cose le esamini prima». Soprattutto a fronte di un contesto, quello europeo, profondamente diverso rispetto al mondo dell’Nba. «Del resto più in generale il basket in Italia, e direi in Europa, non pareggia costi con ricavi – sottolinea Cosolini – ed ha sempre bisogno di proprietari che coprono la differenza. Quindi se c’è un’aspettativa di business, siamo lontani ma lo siamo anche a Milano, Bologna o Roma». Una piazza quella della capitale assente dalla massima serie dal 2020: l’eredità della Virtus Roma è stata raccolta dalla Virtus Roma 1960 la cui prima squadra milita in serie B nazionale.
«Se dietro c’è la prospettiva Nba, parliamo di un altro mondo, altri valori, ma anche di tante incognite», osserva Cosolini. Oltre che di altri grandezze a livello economico, visto che si parla di una quota di iscrizione di 300 milioni di dollari, seppure spalmati in dieci anni. «Mi auguro che Trieste non debba ricominciare da capo anche perché un main sponsor lo ha messo in campo e sono i suoi 6 mila spettatori mentre altri palasport faticano ad avere 3 mila persone», conclude il consigliere regionale. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo










