Furio Benussi con Wild Thing punta al “Grande Slam” Ma intanto c’è la Barcolana

Una nuova barca, un rinnovato accordo fino al 2022 con lo sponsor Arca Fondi SGR. Queste le novità svelate ieri dal Fast and Furio Sailing Team di Furio Benussi, il team che ha firmato la vittoria alla Barcolana nelle ultime tre stagioni, nel 2016 con il Maxi 72 Alfa Romeo e nel 2017 e 2018 con il Maxi 87 Morning Glory Spirit of Portopiccolo (dopo che Furio aveva già vinto la Coppa d’Autunno nel 2005).
La barca che Furio Benussi ha scelto per il quadriennio 2019 – 2022 è il 100 piedi Wild Thing. E il Wild Thing altro non è che la barca con la quale Benussi vinse la Barcolana nel 2005 con il nome di Skandia e che due anni prima aveva vinto la Sydney Hobart. Dal 2015 giaceva però semiabbandonata in un piazzale: Furio l’ha trovata e la sta riportando ai suoi splendori. Attualmente è soggetta a una serie di modifiche e aggiornamenti e toccherà l’acqua nelle prossime settimane per iniziare i primi test: «Sono fondamentali - dice il team - per definire nei minimi dettagli i profondi upgrade che riguarderanno tutte le sue parti in vista della stagione 2020, sotto la guida del designer sudafricano Shaun Carkeek a cui è stato affidato il compito di rendere Wild Thing ancora più veloce».
Il primo appuntamento in regata per Wild Thing è fissato a Trieste, il 27 settembre, alla 58.ma Trieste–San Giovanni in Pelago–Trieste organizzata dall’Adriaco il cui record di percorrenza appartiene proprio a Furio Benussi (segnato nel 2002 dal VOR 60 Amer Sport con 30 nodi di bora) e che Wild Thing, se assistito dal vento, punterà a riscrivere.
Alla Barcolana 2019, però, Furio Benussi e il suo team saranno ancora in gara con Morning Glory. «Di Morning Glory - dice Furio - conosciamo al massimo il potenziale dopo due anni di navigazione e regate. Non solo: i suoi dati ci serviranno anche per lo sviluppo di Wild Thing, che ha “numeri” maggiori ma che per essere sfruttato a pieno richiede moltissime ore di test che devono poi essere tradotte in innovazioni da apportare alla barca. Wild Thing e il potenziale di cui dispone ci “obbliga” a guardare avanti verso nuovi target: questo significa che stiamo aggregando attorno a noi un solido gruppo di realtà con cui condividere una sfida italiana per essere sulla linea di partenza da protagonisti in tutte le più importanti regate offshore del Mediterraneo e non solo. Per usare una metafora tennistica vogliamo essere al via con una sfida italiana nel Grande Slam della vela fatto dalle regate icone quali la Giraglia, il Fastnet, la Middle Sea Race e la Sydney Hobart». Un Grande Slam al quale Furio punta per il 2021.
E al suo fianco ecco dunque la confermna di Arca Fondi SGR. Dice il suo ad Ugo Loser: «Arca Fondi ha nel proprio dna la sfida intesa come passione e volontà di centrare obiettivi ambiziosi attraverso l’analisi, la strategia, la preparazione, il confronto e il duro lavoro. Un impegno che ricalca gli stessi valori su cui si fonda uno sport complesso quanto affascinante come è la vela, in cui il Fast & Furio Sailing Team è uno dei protagonisti». Il team inoltre può contare anche sul supporto d Banca di Cividale, Pacorini, Foss Marai, Tosolini, Ca’ Sagredo e Slam. —
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