Gautieri: «Non mi è piaciuto l’approccio dei primi minuti Poi la squadra si è ritrovata»

Secondo colpo esterno sotto la gestione Gautieri, rispetto quello di Fermo in cui l’Unione si impose 3-0, più sofferto certamente, eppure la vittoria di Rimini traccia molte più indicazioni di quella partita ottobrina. Da un approccio – da migliorare – come ha sottolineato il tecnico giuliano, alla versatilità a gara in corso, nei moduli e negli schemi, questa volta funzionale ad una avversaria discreta nel gioco ma spuntata davanti. «I primi dieci-dodici minuti - apre Gautieri - abbiamo sofferto molto e questo non deve succedere, l’approccio non è stato giusto poi abbiamo preso la partita in mano, l’abbiamo gestita facendo gol e potevamo raddoppiare in certe situazioni ma così non è stato. Dovevamo fare una partita combattiva e di qualità, ma dobbiamo essere bravi a sfruttare le occasioni quando ci capitano tre-quattro palle gol perché poi magari rischi di prendere gol su un ultimo cross buttando via una partita. Bisogna lavorare tanto, soprattutto nella gestione della partita dove non si può sempre andare a mille all’ora e bisogna esser bravi a decelerare per avere la gestione della gara in mano».
Una prova che ha messo in luce l’ottima prova dei centrali Codromaz-Malomo ma anche la crescita di Giorico.
«Questo è un gruppo che lavora bene in settimana, anzi mi crea tanti dubbi per quanto riguarda la formazione. Ci sono dei giovani, abbiamo giocato il secondo tempo con Ermacora che è un 2000, con Codromaz che è giovane di grande prospettiva. Lavoriamo per migliorare anche il rendimento dei giovani e hanno ampi margini, ma il plauso va fatto a tutta la squadra per come hanno tenuto in campo nell’arco dei 94 minuti».
Finalmente una settimana per preparare una partita, quella scorsa e quella entrante.
«Abbiamo potuto finalmente lavorare una settimana intera, non è stato facile dopo il recupero di Imola e la gara di domenica con il Modena, è normale che qualcosa perdi. Indipendentemente dai risultati della squadra è importante lavorare una settimana intera per un discorso di compattezza ed equilibrio. Di certo dobbiamo lavorare molto sulla qualità dell’ultimo passaggio».
Infine, l’analisi di un campo piuttosto martoriato.
«Non è facile giocare su questo campo, è un sintetico in cui fai fatica anche a controllare la palla per come vogliamo giocare noi. L’approccio del Rimini migliore credo sia anche dovuto al fatto che giocano sempre, e si allenano, in questo stadio, conoscono i rimbalzi e molte situazioni. Ma dobbiamo giocare anche sulla sabbia». —
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