Il Fvg fa il botto al Giro con Vingegaard: 650 milioni di spettatori e 100mila tifosi sul Piancavallo

I dati ufficiali premiano l'investimento del marchio "Io Sono Friuli Venezia Giulia" abbinato alla Maglia Rosa. Boom di ascolti mondiali per l'omaggio alle vittime del sisma nella tappa Gemona-Piancavallo. Ora Fedriga punta alla "Grande Partenza" da Trieste, ma ballano 3 milioni di euro con Rcs Sport

Antonio Simeoli

Seicentocinquanta milioni di spettatori in tutto il mondo. Il numero è di per sé impressionante, figurarsi se corrisponde all’audience complessiva nelle tv di cinque continenti della tappa tutta in Friuli Venezia Giulia, quella del 30 maggio da Gemona a Piancavallo con l’omaggio alle vittime del terremoto di 50 anni fa e alla capacità di un popolo di rinascere.

È la cartina di tornasole della bontà dell’investimento scelto dall’amministrazione regionale, che ha alzato il livello delle sponsorizzazioni proprio all’immediata vigilia della partenza della corsa legando il nome del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” con la maglia rosa, il simbolo del Giro d’Italia.

Non l’unica. I dati sono stati girati alla Regione dall’organizzazione della corsa rosa che ha confermato quanto vi avevamo anticipato al termine della tappa: quel giorno sul Piancavallo, ad assistere al doppio passaggio della carovana esaltata sulla salita finale dall’impresa solitaria della maglia rosa Jonas Vingegaard, il padrone assoluto del Giro, solo saliti oltre 100.000 spettatori.

Ancora, due milioni di spettatori si sono messi davanti alla tv per seguire la telecronaca della Rai, 18 mila sono state le ore di trasmissione della frazione in tutto il mondo con oltre 200 paesi collegati.

Poi la copertura dei media: sono 220 le testate nazionali e 30 le internazionali che hanno seguito l’evento, sui social sono state viste 200 milioni di pagine con 10 milioni di visitatori unici.

Un successo senza precedenti? Sì, vero per l’impresa di Ivan Basso sullo Zoncolan al Giro 2010, 16 anni fa, fu stabilito un record di share sulla Rai di 4 milioni di spettatori, ma all’epoca non avevano fatto ancorqa irruzione nel mondo dell’etere le altre piattaforme tv e i social.

Insomma, la Regione e il project manager delle tappe del Giro d’Italia in Fvg, Paolo Urbani, possono gongolare: l’evento è stato un successo, la chicca della maglia rosa, per quel giorno dedicata alla memoria delle vittime del sisma con Vingegaard, che sul petto ha portato la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, qualcosa di irripetibile e che resterà nella storia dello sport e dei grandi eventi. La macchina organizzativa tira il fiato, godendosi un successo indubbio che è stato di tutti, a partire dagli amministratori all’ultimo dei volontari appostati sulle strade per garantire la sicurezza.

Ma il futuro incombe. Perché queste sono le settimane in cui prende forma la mappa del prossimo Giro d’Italia.

E la questine grande partenza da Trieste resta di stretta attualità.

La candidatura del Friuli Venezia Giulia resta la più forte, una partenza della corsa rosa dallo scenario unico di Piazza Unità resterebbe una delle poche frontiere non ancora esplorate nel florido rapporto tra corsa rosa e l’estremo Nord Est.

In questi anni si è visto di tutto, grazie soprattutto a un grande manager quale era Enzo Cainero: tappe su Zoncolan, Montasio, Lussari, Piancavallo, arrivi a Cividale, Gorizia, San Daniele. Ancora partenze da Grado, Marano Lagunare, Pordenone, Sacile, Maniago, persino la base di Rivolto casa delle Frecce Tricolori nel 2020, un arrivo a Trieste di tappa (nel 2019) e addirittura del Giro nel 2014, ma la grande partenza della corsa rosa mai.

Per le prime tre frazioni (Trieste, un arrivo a Pordenone e uno in Friuli nella terza giornata) la richiesta di Rcs Sport, però, resta la stessa dei mesi antecedenti al Giro: 10 milioni di euro. Quattro anni fa, per avere la partenza del Giro poi scippata dall’Albania, la Regione aveva offerto sette milioni di euro.

E tra domanda e offerta continuano a ballare tre milioni, euro più euro meno.

Con una certezza: vista la delicata situazione internazionale e un ’economia non proprio in salute l’ente pubblico sta valutando attentamente il peso dell’investimento. Certo un’altra botta di ascolti mondiali da 650 milioni di persone fa gola, e influenzerà la decisione della giunta Fedriga, ma i denari sul piatto sono tanti.

Sensazione: la concorrenza non è molta in Italia, dove la corsa dovrà tornare a partire dopo due anni di start esotici, la fumata bianca alla fine arriverà. Magari a luglio, giusto il periodo dei saldi.

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